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#"Lettori per caso" 50 fotografie di Paolo Vigevani

Venezia, senza scarpe, 1990 Paolo Vigevani Venezia, senza scarpe, 1990

Paolo Vigevani, nato nel 1943, nel secondo dopoguerra è cresciuto in una casa intellettuale, dove il libro era il naturale ambiente di vita e di lavoro, in tutte le sue forme. In primis, i libri scritti dal padre Alberto e quelli dei suoi amici, come Lalla Romano o Vittorio Sereni e gli altri poeti e artisti del giro di Corrente.

Paolo Vigevani, nato nel 1943, nel secondo dopoguerra è cresciuto in una casa intellettuale, dove il libro era il naturale ambiente di vita e di lavoro, in tutte le sue forme. In primis, i libri scritti dal padre Alberto e quelli dei suoi amici, come Lalla Romano o Vittorio Sereni e gli altri poeti e artisti del giro di Corrente. Libri di testimonianza e impegno, in prosa e in versi, che gradualmente facevano la storia della nostra letteratura migliore. Accanto a loro, i libri d’antiquariato: subito dopo la guerra, Alberto e il fratello Enrico avevano aperto una libreria antiquaria nel centro di Milano, divenuta da subito un indirizzo del collezionismo internazionale: un posto dove si trovavano i più importanti bibliofili del tempo, come Raffaele Mattioli o Luigi Einaudi. In omaggio a quella tradizione, la libreria si chiamava “Il Polifilo”, come l’Hypnerotomachia Poliphili, il più bello degli incunaboli, stampato a Venezia nel 1499 da Aldo Manuzio, con illustrazioni tanto perfette che per molti anni sono state attribuite ad Andrea Mantegna. “Il Polifilo” era anche il nome della terza attività libraria di famiglia, la casa editrice, che riprendeva alcuni di quei testi meravigliosi e li riproduceva in edizioni limitate, per metterli a disposizione di quella parte di pubblico contemporaneo affascinata dalla loro bellezza, ma non in grado di affrontare l’esborso per edizioni originali, rare e costose.


Che Paolo, cresciuto tra il fruscio dei fogli antichi e di quelli appena stampati, sia stato contagiato da quell’amore non può sorprendere nessuno; e infatti, ha scelto di fare l’editore per vocazione, mandando avanti la casa editrice fondata dal padre. E tuttavia, questo è pur sempre un mestiere; nobile, ma mestiere. Non può essere sufficiente per esaurire la creatività di Paolo Vigevani, che, al di là della professione, osserva il mondo, filtrandolo attraverso un animo eminentemente artistico. Questa sua natura si è sempre espressa, nel tempo, con una passione meno visibile, ma non meno importante dell’altra: quella della fotografia. Con un occhio molto particolare, che unisce due elementi: da un lato vuole cogliere la realtà – dato inevitabile per chi si è formato negli anni del neorealismo – e dall’altro dà libero sfogo alla sua natura artistica. Ne derivano immagini che riprendono la realtà, non tanto nel suo aspetto cronachistico, quanto proponendone un’interpretazione. 






In questa sua attitudine, Vigevani rimane anche l’uomo cresciuto a pane e libri; conseguentemente, l’occhio del fotografo va anche a cogliere l’obiettivo finale del suo lavoro, ovvero l’universo dei lettori. È il soggetto selezionato in questa piccola, preziosa mostra, dove si raccolgono le migliori immagini in tema. Una ricerca che accompagna l’autore da molto tempo: i primi scatti, infatti, en famille, ritraggono due lettori casalinghi i fratelli Andrea e Marco – giovanissimo: non a caso la foto si intitola «Una vocazione precoce». Successivamente, l’obiettivo si sposta fuori dalle mura domestiche. Ed ecco i lettori di Paolo Vigevani, piccola moltitudine di uomini e donne che leggono a Parigi, a Milano, a Londra, a Mosca, a New York, e soprattutto a Venezia. Anche se con soli 50 scatti, Vigevani sembra dunque suggerirci che – per fortuna – oggi ancora si legge, molto e a tutte le latitudini. E apparentemente la lettura è trasversale: ci sono vecchi e giovani, gondolieri e uomini d’affari, poliziotti e casalinghe… perfino un mendicante, che l’ironica didascalia indica come in servizio, ma per una «questua disinteressata». Di più. Queste persone leggono in tutte le condizioni. Pur se tutti intenti alla stessa operazione, non c’è una postura simile all’altra. I lettori di Vigevani stanno in piedi e seduti, al sole e al riparo di un portico, in metropolitana e all’interno di un negozio (quello veneziano di Carlo Scarpa per Olivetti, noblesse oblige). C’è però una caratteristica che li accomuna tutti: la concentrazione. Non uno alza lo sguardo sul mondo circostante, nulla è così forte, interessante, e attraente come quello che stanno leggendo. È a ben vedere, il miracolo della lettura, vivo da migliaia di anni; quello che ancora spinge poeti, narratori, saggisti, intellettuali a proporre testi scritti al resto del mondo: nella speranza che qualcuno si immerga così totalmente nelle loro pagine, senza che nulla abbia la forza di distrarli. 

Kasa dei Libri
Largo De Benedetti, 4 Milano

Dal 23 al 31 ottobre 2019

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