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#Codice Unlocked. La recensione

UNLOCKED

 
regia: Michael Apted
fotografia: George Richmond
sceneggiatura: Peter O'Brien
montaggio: Andrew MacRitchie
musiche: Stephen Barton
cast: Noomi Rapace, Michael Douglas, Orlando Bloom, Toni Collette, John Malkovich, Brian Caspe, Matthew Marsh
 
anno: 2017
nazione: Gran Bretagna 
produzione: Bloom, Czech Anglo Productions, Di Bonaventura Pictures
distribuzione: Notorius Pictures 
genere: azione
data uscita in Italia: 4 maggio 2017 
durata: 98 min
giudizio complessivo: 
impegno: 


Codice Unlocked, diretto da Michael Apted, dal 4 maggio al cinema. Ecco la nostra recensione.

Alice, agente della CIA esperta in interrogatori, riesce ad ottenere da un prigioniero membro di una cellula terroristica informazioni importanti sul prossimo attacco. Viene però raggirata dal responsabile dell'operazione che non è in realtà chi dice d'essere. Ormai in fuga e messa contro tutti, Alice ha il compito di trovare la verità e smascherare i traditori.






Fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio. Codice Unlocked vegeta su questo luogo comune proverbiale. Trattenendo i canoni del macro genere d'azione, e muovendosi nel sottotitolo di film a tema spionaggio e servizi segreti, Codice Unlocked riesce anche a tenere con il fiato sospeso, ma a caro prezzo. La parte sacrificata è la verosimiglianza.

La parola chiave è complottismo, e questa pellicola sembra prendere vita dalla mano di chi riesce a vedere del marcio in qualsiasi cosa. Non importa che sia la CIA o qualsiasi altro corpo dei servizi segreti, tutti in Codice Unlocked mentono, escogitano qualcosa, causano mali alla società per i propri interessi. Insomma, se ci fossero le cause farmaceutiche che si arricchiscono vendendo caramelle il quadro sarebbe davvero completo.

Alice incontra diversi aiutanti sul proprio cammino ma tutte le volte viene presa per i fondelli perché sempre questi suoi accidentali colleghi di pallottole in realtà lavorano anche per qualcun altro. E poi diciamolo, almeno quel Jason Bourne di Matt Damon ci sapeva fare sul serio. Non siamo proprio di fronte ad un caso di agente speciale in gonnella ma il pugno saldo di Alice (Noomi Rapace) non sempre risulta credibile. Cast stellare certo, forse anche troppo. Bloom nei panni di un ex marines assoldato da un terrorista sfigura e non poco. Escluse un paio di battute divertenti il suo personaggio fa bene ad eclissarsi presto così come è comparso. Malkovich e Douglas giganteggiano quasi solo per il nome. Troppo grandi per essere reclusi in personaggi che totalizzano il quarto d'ora per minutaggio.






Il progetto era già venuto alla luce nel 2006 ma nessuno l'aveva preso in carico. Il regista britannico ha operato nel migliore dei modi dieci anni dopo il concepimento dell'idea, donando alla trama per lo meno spessore tecnico, quel poco che rende salvabile e quantomeno sopportabile la visione di un film nato con l'unico scopo di sconvolgere ogni dieci minuti il suo spettatore con le peggiori furberie del caso. Il last minute rescue alla Griffith, scritturato da un poco sobrio O'Brien, forse è meglio non prenderlo neanche in considerazione. Alle grandi esplosioni, atomiche o batteriologiche che siano, ormai non crede più nessuno, e che il timer sia importato a trenta o cinque secondi non fa alcuna differenza. Ma a volte è necessario dimenticare per superare l'imbarazzante. Parlare di terrorismo al giorno d'oggi è rischiare di fare un discorso ingenuo, già sentito e prevedibile. Serve tanto coraggio e maestria per narrare ciò che si può udire a iosa all'interno di qualsiasi notiziario; il rischio è quello di girare un Codice Unlocked a caso, di filmare una chiacchiera.

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Luca Cardone

Appassionato di letteratura classica, divoratore di testi teatrali e immancabilmente cinefilo nel midollo.

Follemente innamorato dello scrittore austriaco Thomas Bernhard.

Consacra la sua vita accademica alla filosofia, amalgamando gli antichi studi libreschi con la materia del cinema.

Aspirante scrittore con il sogno nel cassetto della regia; non è insolito sentirgli dire: dopo Tarkovskij se proprio c'è qualcuno quello è Dio.

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