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#Fleabag: una breve ma intensa commedia nera

FLEABAG

 
regia: Harry Bradbeer
sceneggiatura: Phoebe Waller-Bridge.
cast: Phoebe Waller-Bridge, Sian Clifford, Jenny Rainsford, Bill Paterson, Olivia Colman
 
anno: 2016
nazione: Regno Unito
distribuzione: Amazon
genere: commedia, drammatico
stagioni: 1
episodi: 6
durata media: 24 min
 

Forse ve lo siete perso. Per noi una serie tv da recuperare. Una sola stagione, 6 episodi brevi. Parliamo di Fleabag, serie britannica scritta e interpretata da Phoebe Waller-Bridge.

Fleabag, o topaia (soprannome della protagonista), è una giovane londinese che gestisce un desertico bar a tema porcellino d'india. Dalla spiccata promiscuità sessuale, vive un'altalenante relazione con un ragazzo che finge di dimenticare piccoli pupazzetti in casa sua per non chiudere mai definitivamente la storia. Vive con tormento l'alterità di sua sorella Claire, realizzata professionalmente e sposata. Infine è costretta , per vincoli familiari, a fare visite al suo poco presente padre e alla malvagia matrigna, affermata artista contemporanea, che ricambia tutto l'astio della ironica e icastica Fleabag.

 

Scritta e interpretata da Phoebe Waller-Bridge , Fleabag è una di quelle serie tv da divorare in un solo giorno. Non c'è il fiato sospeso per i colpi di scena a giocare il ruolo di collante tra voi e lo schermo per una piccola maratona giornaliera. Fleabag, mandata in onda prima dalla BBC e poi lanciata da Amazon , è una commedia nera che si tuffa nello scandalo dello squallore di un paio di vite andate a male, lasciate come del pesce in veranda durante una giornata di sole. Tra le più vistose particolarità di questa serie va necessariamente presa in considerazione la continua rottura della finzione scenica, lo squarcio del velo magico operato attraverso i continui sguardi in macchina. Fleabag si volta di continuo verso la telecamera, parla con il pubblico, anticipa le mosse degli altri personaggi, sfoga le proprie frustrazioni e i desideri sessuali sullo sguardo dello spettatore, come in una confessione . Rassicuriamo gli allergici alla demolizione della quarta parete: gli sguardi e le parole in macchina giungono puntuali, non danneggiano l'operato e si lasciano assorbire dalla dimensione totale del progetto.

 

Fleabag è una commedia del dolore che ride di continuo, che sghignazza in modo sprezzante per tappare le falle della vita. Si ride per non piangere. Seguire la decadenza del futuro di Fleabag è seguire un percorso fatto di tanti altri squallidi soggetti da cui non si può cavare nulla di buono. Da suo padre che inventa scuse per non parlarle alla sua matrigna che la schiaffeggia quando non è vista da nessuno. L'unico debole raggio luminoso nella vita di Fleabag lo scopriamo attraverso una manciata di flashback , piccoli frammenti per scoprire il personaggio della migliore amica Boo, morta in un incidente/mezzo suicidio. Saranno queste sbirciate sul passato a mostrare il forte legame tra le due amiche e il punto focale dei tormenti mentali della protagonista (al di là delle ragioni del pessimo gusto con cui è stato arredato il locale che gestivano assieme).

 

Scritturato con provocatoria astuzia e maliziosità femminile, la protagonista è un diamante dalle mille sfaccettature, mai inscrivibile sotto una etichetta bella e pronta ma una sagoma da riscoprire volta per volta, puntata dopo puntata, seguendo la catena di eventi grotteschi , esilaranti e sempre coperti da un velo di sana drammaticità. “Pervertita egoista apatica cinica immorale donna che non può chiamare se stessa femminista” e quando anche l'auto-definizione non può bastare, non resta che gustare la sporcizia delle situazioni più alienanti vissute da una donna che va alla deriva, proprio come tutti gli altri, ma con l'amara consapevolezza del proprio arrancare.

Una vera chicca da non perdere.

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Luca Cardone

Appassionato di letteratura classica, divoratore di testi teatrali e immancabilmente cinefilo nel midollo.

Follemente innamorato dello scrittore austriaco Thomas Bernhard.

Consacra la sua vita accademica alla filosofia, amalgamando gli antichi studi libreschi con la materia del cinema.

Aspirante scrittore con il sogno nel cassetto della regia; non è insolito sentirgli dire: dopo Tarkovskij se proprio c'è qualcuno quello è Dio.

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