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#Mistero a Crooked House. Una trasposizione trionfante

CROOKED HOUSE

regia: Gilles Paquet-Brenner
soggetto: Agatha Christie 
fotografia:Sebastian Winterø 
sceneggiatura: Julian Fellowes, Tim Rose Price
montaggio: Peter Christelis
cast: Glenn Close, Christina Hendricks, Gillian Anderson, Terence Stamp, Max Irons, Amanda Abbington, Julian Sands, Roger Ashton-Griffiths, Christian McKay
 
anno: 2017
nazione: Gran Bretagna
produzione: Brilliant Films, Fred Films
distribuzione: Videa
genere: drammatico
data uscita in Italia: 31 ottobre 2017
durata: 115 min
giudizio complessivo: 
impegno: 

Basato sul romanzo di Agatha Christie, Mistero a Crooked House è un giallo drammatico a più voci, diretto dal regista francese Gilles Paquett-Brenner. Al cinema il 31 ottobre.

Quando il ricco patriarca greco Aristides Leonides muore in circostanze misteriose, la nipote Sophia chiede all'investigatore privato Charles Hayward, suo ex amante, di stabilirsi nella tenuta di famiglia per indagare sulla vicenda. Una volta lì, Charles fa la conoscenza delle tre generazioni della dinastia Leonides trovando un'atmosfera velenosa, piena di risentimenti e gelosie. Tra i tanti moventi, indizi e sospetti, riuscirà a trovare l'assassino prima che colpisca di nuovo?

Sa davvero come muoversi il regista francese Paquett-Brenner che già dalle prime battute sa suggerire al suo pubblico il fatto che oltre alla trasposizione cinematografica di una garanzia del giallo letterario ,quale uno dei romanzi di Agatha Christie, ci metterà del suo e saprà dare una sua impronta autoriale. Non convenzionale e originale è il suo costante tremolio della macchina da presa, spasmi da camera a mano continui che sanno già creare tensione quando il giovane agente Hayward non ha neanche messo piede nella casa del diavolo, ossia nella tenuta di quella deliziosa famiglia che dopo la morte della vittima, ossia il capo famiglia Aristides, ha cominciato a frammentarsi per mezzo dell'odio, la gelosia e il culto del dio denaro. Una premonizione, un incipit scandito con la pura tecnica di chi è dietro l'obiettivo.

Ma ancora più sorprendente è il fatto che dove giace il dubbio, dove si tramano le fila dei delitti, la regia di Paquett-Brenner smette di tremolare, si distende e si stabilizza radicandosi alle sagome di cui comincia a raccontare le vicende. Sa aprirsi in notevoli inquadrature in grado di offrire ampissima visuale su spazi assai ristretti (meno brillante in esterni), inglobando dettagli che da buoni detective passivi cerchiamo di tenere sott'occhio nel quadro generale, decisamente complesso e animato da numerosi fantasmi viventi. E la regia confeziona vestiti diversi e su misura per ognuno dei diversi personaggi che animano la casa. Tagli obliqui che sventrano le personalità più eccentriche, piani fissi e cambio d'estetica per gli zii, quello che abitano proprio sull'altra ala della casa.

Fantasmi, nulla di più. Perché Crooked House è una casa di specchi, come quelle del luna park, e tutti non riescono a far altro che specchiarsi facendo caso al proprio riflesso e non più alla fonte di quest'ultimo. L'immagine che ne viene fuori è sempre distorta, sempre sopra le righe e sempre in modo particolare superiore a quelle di tutti gli altri i presenti. Gusci umani deformati e quasi sempre vuoti ma dall'estetica impeccabile, sempre pronti a sfilare sulla decadente scalinata dei propri sogni infranti, delle crisi più profonde e delle grandi sconfitte esistenziali. Crooked House è la casa di chi non è mai amato abbastanza, di chi resta aggrappato ai sogni del passato e che non può fare a meno di odiare chi forse un passo in più l'ha fatto. E' il grande castello di carta di chi punta di continuo il dito senza aver mai guardato davvero il riflesso dello specchio. Si indaga per una vittima e in realtà quella messa in mostra è una strage, dove questi viventi hanno già abbandonato il mondo da tempo, preferendo le proprie stanze ben arredate.

La coralità si fa protagonista, soggetto primo e colonna portante di una serie di indagini al limite dell'inutile, perché la verità gioca a nascondino fin dai primi passi dell'agente, annidandosi nell'impensabile.

Questa volta, come accade di rado, siamo davvero coinvolti nella trama cercando fino all'ultimo stacco di comprendere l'arcano, di tirare giù le tende e scovare l'assassino sul colpo. E seppure siamo ormai divenuti spettatori totalmente assuefatti, qui il gioco si fa arduo. Di continuo le carte vengono rimescolate e dobbiamo sempre partire da capo. Insomma, qualche volta farsi un po' ingenui e lasciarsi cogliere con le spalle al muro non è un male.

Tra colpi di scena, ottime interpretazioni da parte della numerosa cricca del cast e buone trovate tecniche dietro le quinte, Mistero a Crooked House è un buon compromesso. Non chiede troppo e non delude. Qualità-prezzo notevole.

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Luca Cardone

Appassionato di letteratura classica, divoratore di testi teatrali e immancabilmente cinefilo nel midollo.

Follemente innamorato dello scrittore austriaco Thomas Bernhard.

Consacra la sua vita accademica alla filosofia, amalgamando gli antichi studi libreschi con la materia del cinema.

Aspirante scrittore con il sogno nel cassetto della regia; non è insolito sentirgli dire: dopo Tarkovskij se proprio c'è qualcuno quello è Dio.

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