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#Gifted: Chris Evans non è Capitan America ma ancora di eroi parliamo.

GIFTED 

regia: Marc Webb
fotografia: Stuart Dryburgh
sceneggiatura: Tom Flynn
montaggio: Bill Pankow
musiche: Rob Simonsen
cast: Chris Evans, Mckenna Grace, Jenny Slate, Lindsay Duncan, Octavia Spencer, Julie Ann Emery, Keir O'Donnell, Glenn Plummer, Joe Chrest
 
anno: 2017
nazione: Stati Uniti
produzione: FilmNation Entertainment, Fox Searchlight Pictures, Grade A Entertainment
distribuzione: 20th Century Fox
genere: drammatico
data uscita in Italia: 1 novembre 
durata: 101 min
giudizio complessivo: 
impegno: 

Con Chris Evans, dal regista di Amazing Spiderman Marc Webb, Gifted è un film drammatico sulla tumultuosa vita di una piccola bambina con doti straordinarie. Sarà nelle sale italiane dall'1 novembre.

Frank Adler è un single che sta allevando Mary, la nipote di sette anni figlia di sua sorella, una matematica assolutamente geniale. Anche Mary è straordinariamente dotata per la materia e non solo. Tanto che quando deve controvoglia andare a scuola si ritrova in una condizione distante anni luce da quella dei suoi coetanei. Ciò le procura disagio ma, ad aggravare la situazione, interviene la nonna materna Evelyn che la vuole sottrarre a Frank per spingerla sul versante dell'eccellenza negli studi. 

Con i ritmi di un legal e con i temi di un film sulla genialità innata e della discriminazione , Gifted del regista Marc Webb è un particolare prodotto ibrido, spesso colpevole per il farsi portatore ultimo di una serie di fatti e trame già ribaditi più volte. Si concede qualche attimo di relax scivolando tra le braccia morbide della retorica, per poi mescolare tutto con la matematica, formule su formule alla lavagna di cui ovviamente non capiremo nulla. 

 

Webb, dopo il passo doppio di Spiderman, e qui va per lo meno specificato che il passo è a scendere e non a salire, sceglie Chris Evans per non parlare d'altro, ancora, che di super eroi. In questo caso saranno due: la piccola Mary in grado a soli sette anni di risolvere problemi matematici, e il suo grosso e palestrato zio rubacuori Frank che cresce la nipote affidatagli dalla sorella suicida. Una coppia perfetta, per lo meno fino al week end, dove lo zio scarica la piccola in casa di una simpatica e buona vicina per badare alla sua vita, ossia passare la notte con le donne trovate la sera prima in un bar.

Week end scalmanati a parte, la vita del simpatico duo, riempita dalla presenza di un gatto con un occhio solo, è un paradiso che viene scosso in primis dalla crescita della bambina, costretta a frequentare scuole che non sono mai alla sua altezza, e poi dalla comparsa di sua nonna, madre di Frank, che tenterà di strappare la piccola Mary dalla comune vita di un bambino per trascinarla nel serioso ed accademico, a tratti folle, mondo dei matematici. 

Webb contrappone di continuo il ciò che dovrebbe al ciò che è, scambiandoli perfino numerose volte. Un genio si, ma che è ancora una bambina, che però non può sprecare il suo talento accatastandolo nel nulla in scuole di periferia, tuttavia con il rischio di far ripetere una storia già vista, quella di una donna che sulla matematica perde la propria vita per sempre. L'ago della bilancia pende da entrambe le parti in modo alterno, e la sequenze all'interno del tribunale non faranno altro che confermare i diversi passaggi dall'una all'altra fazione a cui anche lo spettatore è costretto ad assoggettarsi.

Smielato e ruffiano sul finale, strappalacrime e accaparra consensi. Webb spara a pallettoni sulla folla debole, quella con la lacrimuccia facile, facendo tutto il possibile per costruire una situazione triste e nostalgica. Alla fine però nel temporale di Webb sa rispuntare il sole all'interno di un finale gratificante, sempliciotto e poco sentito. Finale in cui Fank sarà un vero eroe, quello zio bello che oltre a riparare motori di barche e sciupare cuori in giro saprà anche tenere la custodia di un piccolo genio.

In generale non cartastraccia di cui va letta la prima pagina prima di lanciarlo in un cestino. Un prodotto mediocre che conosce i propri limiti e non sembra voler pretendere l'impossibile.

Gran nota di merito per la piccola Mckenna Grace, una vera Gifted al di là del suo personaggio per spontaneità e precisione delle sue interpretazioni.

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Luca Cardone

Appassionato di letteratura classica, divoratore di testi teatrali e immancabilmente cinefilo nel midollo.

Follemente innamorato dello scrittore austriaco Thomas Bernhard.

Consacra la sua vita accademica alla filosofia, amalgamando gli antichi studi libreschi con la materia del cinema.

Aspirante scrittore con il sogno nel cassetto della regia; non è insolito sentirgli dire: dopo Tarkovskij se proprio c'è qualcuno quello è Dio.

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