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#I, Tonya: il cigno nella palude

I,TONYA

regia: Craig Gillespie
fotografia: Nicolas Karakatsanis
sceneggiatura: Steven Rogers
montaggio: Tatiana S. Riegel
musiche: Peter Nashel
cast: Margot Robbie, Sebastian Stan, Julianne Nicholson, Bobby Cannavale, Allison Janney, Paul Walter Hauser
 
anno: 2018
nazione: Stati Uniti
produzione: AI-Film, Clubhouse Pictures, LuckyChap Entertainment
distribuzione: Lucky Red
genere: biografico, drammatico 
data uscita in Italia: 22 marzo 2018
durata: 121 min
 
giudizio complessivo: 
impegno: 

Distribuito da Lucky Red, diretto da Craig Gillespie, “I, Tonya” al cinema il 22 marzo , il racconto biografico di una meteora del pattinaggio artistico femminile finita nell'anonimato. È candidato agli Oscar con tre nomination.

Essere qualcuno, il migliore nel proprio campo, richiede da sempre il pagamento di un certo prezzo, spesso salato. Alla pattinatrice statunitense Tonya Harding il conto è stato presentato fin da subito, a quattro anni, quando la madre cameriera in uno squallido bar tavola calda ha deciso che ogni suo centesimo sarebbe stato impiegato nella creazione di un mostro, un portento che si muove con le lame sul ghiaccio, che incanta il pubblico con il famigerato “Triple Axel”, un salto con giravolte, per la precisione tre e mezzo, che costringe la pattinatrice ad atterrare su una sola gamba e con la schiena in direzione del senso di marcia.

 


 

I, Tonya , il biopic di Gillespie ricostruito a partire dalle vere interviste rielaborate ad hoc per il film, racconta la creazione di un mostro, il sorgere di un idolo americano e la sua conseguente e inevitabile distruzione. Raccontare Tonya è raccontare una vita scissa tra luce ed ombra, riflettori ed aggressioni, dove i sorrisi di facciata offerti a pubblico e giudici durante le gare non rendono giustizia di ciò che vi è dietro.

Dietro c'è una madre allenatrice, violenta e anaffettiva. Un mostro con sigaretta tra le labbra costantemente accesa che ha a cuore il futuro di sua figlia non per amore ma per riscatto, la rivincita di una donna repressa su una vita di stenti e assenze di soddisfazioni vere.

Una madre in grado di accompagnare sua figlia poco più che adolescente al suo primo appuntamento per “sorvegliare” la carriera di Tonya prossima al successo, che non deve trovare intoppi.

Forse la signora Harding ebbe un buon “occhio lungo”, perché il fidanzato e poi marito di Tonya si rivelò proprio il tunnel verso la disfatta della carriera della pattinatrice.

Dai furibondi litigi domestici che si concludono con piatti rotti e occhi neri, ai colpi di pistola sparati durante attacchi di gelosia violenta. Jeff si introduce nella vita di Tonya come colui che è in grado di spostare l'ago della bilancia, cambiando l'umore di Tonya, il corso degli eventi e modificando il percorso stellato della sua fidanzata fino all'ultima olimpiade del 1994, gara storica che finì per la bionda fata sul ghiaccio con un ottavo posto, contro il secondo posto della sua agguerrita avversaria americana.

Per agevolare le vittorie di Tonya, Jeff e il suo compare in affari Shawn innescano una catena di eventi che, ingigantendosi, portano all'aggressione della storica rivale, Nancy Kerrigan , al processo e alla conseguente sentenza finale che vieta alla regina del ghiaccio di gareggiare ancora.

Tonya fu un cigno danzante per ogni appassionato di pattinaggio artistico, la prima donna a tentare il triple axe in gara senza stramazzare al suolo. La prima, tuttavia, ad essere costretta in una doppia vita, perché quella profonda, la vita vissuta lontana dal ghiaccio, è una pozza melmosa, fanghiglia da cui è impossibile uscire del tutto. Le sabbie mobili di Tonya, quelle che le hanno attorniato le caviglie fin dalla nascita, l'hanno da sempre resa l'immagine di chi può farcela con tutte le energie fisiche e mentali, e che tuttavia non è stata in grado di tenere lontani i guai. Una fiaba sporca e macchiata che manda in cenere ogni bagliore d'ottimismo. Uno di quei tristi esempi che fa pensare quanto sia nemica la vita, perché non c'è poi così tanto spazio per ribellarsi alla camicia di forza del destino. La parabola di chi quasi ce la fa ad uscire per sempre dal vialetto periferico della cittadina americana, per poi ripiombarci dentro con più forza di prima.


 

I, Tonya è anche il film che spazza via ogni dubbio su un'altra carriera, quella di Margot Robbie nei panni di Tonya. La scrittura diRogers e la fiducia di Gillespie le hanno concesso, finalmente, uno di quei ruoli per mezzo del quale potrà finalmente togliersi di dosso l'abito della graziosa ma malefica accompagnatrice, l'eterna seconda, la sagoma di riempimento. Tonya è per la signora Robbie la grande serata per eseguire il triple axel.

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Luca Cardone

Appassionato di letteratura classica, divoratore di testi teatrali e immancabilmente cinefilo nel midollo.

Follemente innamorato dello scrittore austriaco Thomas Bernhard.

Consacra la sua vita accademica alla filosofia, amalgamando gli antichi studi libreschi con la materia del cinema.

Aspirante scrittore con il sogno nel cassetto della regia; non è insolito sentirgli dire: dopo Tarkovskij se proprio c'è qualcuno quello è Dio.

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