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#Altered Carbon: quando il cyberpunk sbarca su Netflix

ALTERED CARBON

showrunner: Laeta Kalogridis
sceneggiatura: Laeta Kalogridis, Richard K. Morgan
musiche: Jeff Russo
cast: Joel Kinnaman, James Purefoy, Martha Higareda, Chris Conner, Dichen Lachman, Ato Essandoh, Kristin Lehman, Trieu Tran, Renée Elise Goldsberry
 
stagioni: 1 - in corso
episodi: 10
anno: 2018
nazione: Usa
produzione: Netflix, Skydance Media e Mythology Entertainment
distribuzione: Netflix
genere: thriller, noir, azione e fantascienza
data uscita in Italia: 2 febbraio 2018
durata: 60 min

Tratta da Bay City, romanzo cyberpunk scritto da Richard Morgan, Altered Carbon è la nuovissima serie originale Netflix disponibile sulla piattaforma di streaming a partire dal 2 febbraio. Ripercorrendo la lunga scia del filone fantascientifico, l’opera è ricca di citazioni e riferimenti sia dei grandi classici di genere come Philip K. Dick e William Gibson, ma anche di prodotti televisivi più moderni quali Black Mirror e Westworld. Però comunque cerca di mantenere una propria identità aggiungendo talvolta nuovi elementi.

La storia è ambientata nel 2384, in un futuro prossimo, dove la coscienza umana ha la facoltà di essere facilmente trasferibile di corpo in corpo senza perdere alcun ricordo o esperienza. Grazie ad un particolare supporto localizzato alla base del collo, la morte non è più un ostacolo per l’uomo. Il corpo fisico diventa un mero accessorio, una custodia senza valore dove poter tranquillamente scaricare l’identità immagazzinata. Takeshi Kovacs è un ex mercenario facente parte degli Spedi, un’unità militare composta da super soldati addestrati a cambiare corpo facilmente e a sopravvivere anche in condizioni estreme. Dopo circa 250 anni di prigionia viene liberato per volere del ricco magnate Laurens Bancroft che lo arruola affinché indaghi sul suo presunto suicidio. Avendo perso completamente tutti i ricordi antecedenti all’ultimo back up, Bancroft è convinto di essere stato vittima di un omicidio.

Tra i continui flashback sulla vita precedente di Kovacs e le diverse sotto-trame che confluiranno verso la soluzione del caso, la successione degli eventi riesce a prendere, talvolta, svolte inaspettate con esemplari colpi di scena e suspense. Nulla rimane irrisolto. Alla fine ogni singolo tassello viene messo al proprio posto, una serie completa fine a se stessa divisa su dieci episodi. La narrazione è sicuramente uno dei punti di forza di questo prodotto originale Netflix, purtroppo però non possiamo dire lo stesso riguardo al ritmo. I primi episodi sono caratterizzati da una lentezza disarmante per poi risollevarsi in quelli finali. Per tutta la durata del tempo si ha la spiacevole sensazione che la storia sia forzatamente complessa per destabilizzare lo spettatore. A controbilanciare il tutto, fortunatamente, è l'interpretazione degli attori, in particolare della coppia Joel Kinnaman e James Purefoy che riesce ad essere convincente in qualsiasi situazione. 

Nell’esprimersi riguardo a questa particolare serie televisiva, la critica statunitense si è mostrata particolarmente dura. Chi l’ha accusata di uso eccessivo del famoso gore porn, ossia un misto di porno, violenza, splatter e sadismo e chi, come il Time, di essere “retrograda nel trattamento di classe, genere e razza”. Certamente ci sono diverse scene violente, ma nessuna di queste ha pretese pornografiche o cerca la gratificazione nello spettatore. L’obiettivo principale è quello di mostrare l’orrore di talune situazioni fino a far distogliere lo sguardo dallo schermo. Sotto a tutte queste critiche viene celata forse la vera accusa: la serie non è sufficientemente politically correct per gli standard attuali dello show business statunitense.

Altered Carbon si può considerare un esperimento ben riuscito, per la maggior parte della stagione. Una serie decisamente atipica che cerca di essere qualcosa di più di un semplice prodotto commerciale di massa. Si tratta, infatti, di una serie televisiva con una componente visiva impressionante ed idee concettuali ben sviluppate. Ciò nonostante, a tratti, non riesce ad esprimere in pieno il proprio potenziale perdendosi in troppe prolissità. 

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