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#Good Girls: recensione della nuova serie al femminile di NBC

soggetto: Jenna Bans
cast: Christina Hendricks, Retta, Mae Whitman, Reno Wilson, Manny Montana, Lidya Jewett, Izzy Stannard, Matthew Lillard
 
stagioni: 1
episodi: 10
durata: 44 min
anno: 2018
nazione: Stati Uniti
produzione: Netflix
genere: commedia, drammatico, criminale

Di recente ha debuttato su Netflix Good Girls, una serie americana che ancora una volta ha per protagoniste un gruppo di amiche, formula consolidata di successo visti i precedenti celebri, da Sex and the City a Desperate Housewives. E con le abitanti di Wisteria Lane, Good Girls ha altro in comune visto che la creatrice della nuova serie NBC, Jenna Bans, ha iniziato la sua carriera di sceneggiatrice propria nella squadra di Desperate Housewives.

Quindi queste Good Girls, cosa portano di nuovo nel mondo delle serie, che non sia già stato visto e sviscerato a dovere nei precedenti celebri? Di nuovo c’è che stavolta le tre protagoniste non devono vedersela con scarpe costose e fidanzati riottosi, ma con problemi molto più terra terra legati al vil denaro. Le sorelle Beth, Annie e la loro amica Ruby sono tre mamme dalla vita molto poco glamour che non esitano ad infrangere la legge quando vedono minacciato il benessere dei propri figli e che poi piano piano si lasciano coinvolgere da questa nuova vita fatta di eccitazione ed indipendenza economica, che le fa sentire molto più vive ed appagate dell’esistenza piatta che conducevano prima.  

Il fatto che gli uomini non siano assolutamente un fine in questa storia è davvero una boccata d’aria fresca, perché sinceramente un altro Mister Big da trascinare all’altare non lo avremmo retto. Il sesso forte qui è un problema, un fastidio, un ostacolo da aggirare e l’unico esemplare interessante, il delinquente Rio (interpretato da un validissimo Manny Montana) parte in sordina come stereotipo del classico teppista ispanico con tanto di tatuaggio sul collo, ma con il procedere delle puntate acquista spessore, soprattutto nell’ambito del rapporto con una delle protagoniste, con la quale si instaura una tensione sessuale mai palesata apertamente e irresistibile in considerazione dei backgroung diversissimi dei due, secondo il caro vecchio detto dei poli opposti che si attraggono.

Le tre protagoniste sono brave, spicca Christina Hendricks, l’indimenticabile Marilyn di Mad Men e anche la comica americana Retta fa un ottimo lavoro, Mae Whitman piace meno, ma solo perché il suo personaggio, quella della pasticciona che rischia sempre di far andare tutto all’aria, è il più fastidioso e forse il più scontato.

Il ritmo è buono e la storia è abbastanza credibile sia perché sono molte le mamme che farebbe ben di peggio che rapinare un supermercato per i proprio figli, sia perchè è realistico pensare che dopo anni di vita piatta con mariti noiosi e ingrati, delle donne si lascino sedurre dal brivido dell’avventura trattando con tipi loschi. E in fondo ricordiamoci che anche il Walter White di Breaking Bad cominciò a “cucinare” per guadagnare, ma ci prese così gusto da arrivare ai vertici della criminalità.

Good girls è una bella serie, che ora, dopo la prima stagione, è a un bivio, deve scegliere se avere il coraggio di addentrarsi nel torbido dell’animo delle protagoniste, sviscerando se quello che era partito esclusivamente come un gesto d’amore per i figli, possa diventare una “vera passione”, portandole a un punto di non ritorno, o se darsi al buonismo e mantenere un tono leggero, ma sarebbe davvero un peccato date le ottime premesse.

Aleggia purtroppo sulla serie l’alone del “siccome sono madri di famiglia non possono andare fino in fondo” ma seguire questa linea sarebbe uno spreco, perché l’idea scontata della mamma "angelo del focolare senza peccato" ha stufato e si esaurirebbe subito. Invece il filone delho assaggiato un po’ di peccato per il migliore dei motivi, mi è piaciuto molto e vorrei andare avanti” sarebbe tutto un’altra storia e una vera novità, in considerazione proprio dello status di madri di famiglia delle tre.

Insomma, le "brave ragazze" seguiranno la strada Breaking Bad o la strada soap opera? Aspetteremo la seconda stagione, già confermata da NBC, per scoprirlo. Ricordiamo che la serie ha debuttato all’inizio dell’anno su NBC ottenendo una buona media di oltre 6 milioni di spettatori, prima di beneficiare dell’accordo con Netflix che solo di recente l’ha aggiunta al suo catalogo per distribuirla al di fuori del Nord America.

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Laura Galafassi

Mamma felice di Ludovica e Sveva. Da sempre preferisco scrivere piuttosto che parlare.

Amo lo yoga, la moda e sono Netflix-dipendente.

Odio gli ananas.

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