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#Back to past: Ficarra e Picone ed un Natale da salvare

La pellicola, scritta, diretta ed interpretata dal duo comico italiano, in attività da ormai 25 anni sul territorio nazionale, Ficarra e Picone (quest anno proporranno un tour tra teatri ed eventi per festeggiare le nozze d’argento di collaborazione artistica)  va ad inaugurare la stagione dei film in uscita nei cinema questo Natale 2019.

Ficarra: «Chiacchierando con un paio di amici ci siamo resi conto che quasi tutti i film delle Feste parlano di Babbo Natale. E non si parla mai di Gesù Bambino, che poi sarebbe il vero festeggiato, visto che è il suo compleanno». 

È cosi che presentano l’idea del nuovo film/viaggio (un po’ alla “Non ci resta che piangere”, con Troisi e Benigni 1984) che hanno immaginato e girato tra Sicilia e Marocco; la coppia che scoppia è composta da Valentino (Picone) nei panni di un parroco alle prese con la messa in scena del Presepe vivente della cittadina di Rocca di mezzo Sicula e Salvo, un “diabolico” ladruncolo a cui vengono commissionati furti di opere d’arte sacre e di valore smisurato. Ci portano a passeggio tra presente e passato, tra episodi biblici e riferimenti all’attualità che vanno a caratterizzare le tappe di una maratona che per 100 minuti di montaggio ci fa ridere ma, allo stesso tempo pensare.






Non è un film religioso. Il tema, l’intento dei due comici è uno ed uno solo è va oltre ogni immaginario religioso, perché di rimando può essere dettato solo e semplicemente dalla legge del “ama il prossimo tuo…”.  Dopo il successo di “L’ora legale”(2017), cercano di approdare sul grande schermo con una parodia, divertente, adatta a tutti e che vanta un cast di super eccezione: Maurizio Popolizio, nei panni di Erode, Roberta Mattei (Rebecca) e Giacomo Mattia (Isacco), faranno parte di questo “Back To The Past”, in una commedia che già dalle prime battute, inquadra con il mirino lo spettatore, colpendolo con il sorriso e scaturendo una risata, un riso, leggermente amaro, quando vengono proiettati con intenzione dei parallelismi tra passato e presente.

La sceneggiatura che si appoggia anche alle location naturali di Sicilia e Marocco caratterizza l’originalità del film. È un viaggio che va ad indagare su una società che vede e continua a ripetere errori, ancora prima ed oltre la nascita di Cristo. Tra lande sperdute marocchine e Oasi nel deserto che diventano varchi temporali, Ficarra e Picone cercano di interpretare dei personaggi che, specchio della società in cui viviamo, cercheranno ed impareranno a fare un passo indietro, “convertendosi”, cercando di dare un senso alla loro vita anche aiutando il prossimo.

Nota negativa in una così bell’ambientazione: è stato usato poco lo spazio architettonico presente nelle cittadine, soprattutto quelle marocchine. La durata del film è una medesima pecca: per la durata di 100 minuti di film, l’intreccio di storie e racconti regge fino al finale (Nascita di Gesù) dove vanno ad arrancare ed accavallarsi troppe micro-avventure, verso un finale già decisamente avviato, ma tempestato (letteralmente, in una delle scene finali), di continui rimandi ad altri episodi biblici, sacri, e non, cronologicamente sbagliati, che vanno a “ritardare” la “morale della favola”, già ampiamente apparecchiata sulla tavola/banchetto dei due registi.

In uscita nelle sale il 12 Dicembre, “Il Primo Natale”, senza nessuna ambizione ha tutta l’aria di essere e proporsi come un buon film natalizio, per le famiglie e per chi apprezza umorismo e panettone e leggerezza e mascarpone, (visto che siamo sotto le feste). 

È sicuramente un mix vincente di buon gusto e buon intento. La comicità del duo siciliano si distingue anche per questo: semplicità e ricerca di tatto nell’esporre determinati temi.  

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