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#Brooklyn: partire non è così semplice

BROOKLYN

 
regia: John Crowley
fotografia: Yves Belanger
sceneggiatura: Nick Hornby
montaggio: Jake Roberts
musiche: Michael Brook
scenografia: François Séguin
costumi: Odile Dicks-Mireaux
cast: Saoirse Ronan , Emory Cohen, Domhnall Gleeson, Jim Broadbent , Julie Walters
 
anno: 2016
nazione: Irlanda, Regno Unito, Canada
produzione: Wildgaze films , Parallel Film Productions , Irish Film Board
distribuzione: 20th Century Fox
genere: drammatico
data uscita in Italia: 17 marzo 2016
durata: 111 min
giudizio complessivo: 
impegno: 

Partire, portarsi altrove e in qualche modo restare. Brooklyn è l'ultimo film di Crowley, tratto dal romanzo omonimo di Colm Tòibìn, un film che prova a lasciare la sua traccia facendo masticare nostalgia al pubblico.

Di storie sull'emigrazione verso il “nuovo mondo”, per citare lo straordinario film di Crialese, ne abbiamo già sentite tante. Eilis vive in Irlanda, in un paesino che non ha nulla da offrire a chi come lei ha voglia d'affermarsi. Ma affermarsi equivale a dire allontanarsi da casa , per la precisione attraversare l'oceano , andare negli stati uniti. La nostalgia divora Ellis e si porrà da ostacolo nel lavoro e nelle relazioni. Questo fino all'arrivo di Tony, un semplicione italo americano che le dona tutto se stesso. Alla morte di sua sorella, Eilis torna in Irlanda per stare con sua madre, periodo in cui conosce un secondo spasimante che lascia Eilis nel mezzo di un'importante decisione. Restare o partire ancora.


 

Brooklyn è impalcato attraverso blocchi consequenziali; temi e situazioni si danno il cambio in un filone analizzabile a pezzi ben distinti. L'oppressione del nido familiare, l'allontanamento e la nostalgia, l'amore, il ritorno e l'indecisione. Non tutti i blocchi sono riusciti.

Tutti abbiamo provato la nostalgia di casa e Brooklyn ha saputo mostrare bene i complessi processi che portano il soggetto lontano dai suoi luoghi natali allo straniamento, al dolore e alle lacrime. Brooklyn va in tilt con i blocchi successivi. L'amore per Tony, personaggio che ci viene raccontato solo attraverso stereotipi(spesso si ha l'impressione che l'intera pellicola non riesca a fare a meno degli stereotipi:l'italiano, l'irlandese, l'abitante chiacchierona del paese ) fa scivolare in un sentimentalismo non banale, trattato con convenzionalità snervante, telefonato e preannunciato, che non lascia spazio alla sorpresa.

Il dramma della morte in Brooklyn non trova spazio alcuno ,ma per questo dettaglio non facciamo grandi colpe. Da spettatori siamo gli unici a ricordare ,durante la proiezione, la defunta sorella di Ellis , banalmente dimenticata dalla sceneggiatura. La pellicola non perde il mordente, c'è ma è debole e poco incisivo già dall'inizio. Apprezzabili le sfumature culturali che il film mostra, anche perchè costretto. Far muovere personaggi e identità negli Stati Uniti degli anni 50' equivale a raccontare trasformazioni, integrazioni: è parlare dell'America che in un importante periodo storico ha accolto comunità da tutto il mondo.

Brava Saoirse Ronan, all'altezza delle aspettative del grande schermo. Riesce bene nel suo ruolo mostrando tutti i mutamenti di Eilis.

In definitiva la confezione non è certamente scadente, paragonabile a ciò che in Italia definiamo spesso un “film televisivo”.

Brooklyn è un film che ha meritato ma guadagnato troppo, conquistando la nomination per il miglior film agli oscar, dato che scandisce la povertà del festival americano nel 2015.

Avete già visto il film? Lo andrete a vedere? Condividete l'opinione di Luca o siete di un altro parere? Lasciateci un commento con i vostri pensieri sotto!

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Luca Cardone

Appassionato di letteratura classica, divoratore di testi teatrali e immancabilmente cinefilo nel midollo.

Follemente innamorato dello scrittore austriaco Thomas Bernhard.

Consacra la sua vita accademica alla filosofia, amalgamando gli antichi studi libreschi con la materia del cinema.

Aspirante scrittore con il sogno nel cassetto della regia; non è insolito sentirgli dire: dopo Tarkovskij se proprio c'è qualcuno quello è Dio.

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