Log in

#La comune: spazi e individui

LA COMUNE

 
regia: Thomas Vinterberg
fotografia: Jesper Toffner
sceneggiatura: Thomas Vinterberg, Tobias Lindholm
montaggio: Janus Billeskov Jansen, Anne Osterud
musiche: Fons Merkies
cast: Ulrich Thomsen, Tryne Dyrholm, Lars Ranthe, Helene Reingaard Neumann, Fares Fares, Anne Gry Henningsen, Magnus Millang, Julie Agnete Vang, Rasmus Lind Rubin, Marta Hansen, Sebastian Milbrat, Mads Reuther, Ytte Kvinesdal
 
anno: 2016
nazione: Danimarca, Svezia
distribuzione: BiM Distribuzione
genere: Drammatico
data uscita in Italia: 31 marzo 2016
durata: 111 min
giudizio complessivo: 
impegno: 

Termina l'attesa per il nuovo film di Thomas Vinterberg, proiettato nelle sale italiane dal 31 marzo. Le giuste premesse per questo film: presentato in concorso a Berlino, è tratto da un'opera teatrale scritta dallo stesso regista e per concludere, il regista ha vissuto in una comune da bambino.

Erik e Anna, coppia dall'indiscutibile successo lavorativo, assieme alla figlia adolescente Freja, decidono d'andare ad abitare in una grande casa a Copenaghen. Grande come la casa è la monotonia della vita familiare; il mezzo per ridurre questa stasi di noia e routine si chiama “comune”. La comune, termine che sta ad indicare la convivenza di più persone nella stessa dimora, viene a costituirsi in fretta tra vecchi amici e sconosciuti, personaggi il più delle volte grotteschi con la voglia di provare una nuova esperienza. Ma all'interno di uno spazio condiviso, dove l'individuo non può scomparire del tutto, c'è il mutevole e dinamico spazio di Erik che incontra Emma, una studentessa che frequenta il suo corso d'architettura. L'effetto domino di tale sconvolgimento sarà il crollo del sogno, l'implosione inevitabile della comune.

Diciamolo,il precedente “via dalla pazza folla”doveva finire nel dimenticatoio, andava rimosso. Da qui la necessità di di riprendere il filo che lo stesso Vinterberg ha lasciato con “Il sospetto”. Se il difficile è reggere l'importanza del proprio nome, soprattutto dopo grandi successi e grandi scivoloni, questa volta Vinterberg porta a casa una pellicola di tutto rispetto.

Individualità e spazi, spazi e individualità. La comune è un film studiato, mentale e non direttamente fruibile. Merita una riflessione severa e obbligata. Vinterberg prova a sviare di continuo il pubblico che, durante la proiezione, si chiede: la comune, soluzione tangibile o utopia irrealizzabile? Le risposte, con saggezza registica, ci giungono solo al termine. I messaggeri sono i due più piccoli abitanti della comune, Freja ed il figlio con problemi cardiaci di due affittuari.

All'interno della comune non si può smettere di possedere un proprio spazio e, quando questo è messo in discussione, le convivenze vanno in tilt. Che sia una donna, un uomo, uno stivale o un disco musicale, perdere ciò che sentiamo nostro non porta a nulla di buono. I problemi degli altri risultano sempre meno importanti dei nostri. Circondarsi d'abbracci ed affetto è inutile quando all'interno della comune si è più soli che in una casa “normale”. Suggestiva la sequenza in cui i tre protagonisti per un solo istante si ritrovano soli al tavolo, breve sguardo che Vinterberg ci offre su quella che era la normalità, sulla famiglia che prima della comune non era disgregata da distanze affettive e mentali. Emma è il mezzo con cui il regista ci mostra lo scompiglio inevitabile. I due più piccoli ci mostrano invece la ripetizione della vicenda, i frutti della comune, i figli degli errori dei grandi, perchè Freja porta all'interno della comune il suo fidanzato, e colui che credeva di possedere il suo affetto non regge il colpo. Furba l'idea di mostrare la giovane adolescente, nella scena finale, che dichiara apertamente il suo amore al fidanzato, fuori dalla comune, nella libertà. Se Freja ha il vantaggio di stringere i suoi legami fuori dalle mura della casa affollata, resta il fatto che quei sogni d'innovazione, così deboli, devono fare i conti con la più radicata specificità umana. Il ciclo si chiuderà ancora.

Avendo vissuto in una comune, Vinterberg confeziona necessariamente una pellicola intimista che ha tuttavia il pregio di lasciarsi leggere attraverso sfumature differenti. Tecnicamente impeccabile, Vinterberg questa volte è all'altezza del suo nome.

Avete già visto il film? Lo andrete a vedere? Condividete l'opinione di Luca o siete di un altro parere? Lasciateci un commento con i vostri pensieri sotto!

Seguite la pagina Facebook di No#News per rimanere aggiornati su altri articoli e non dimenticate di condividere l'articolo!

Video

Luca Cardone

Appassionato di letteratura classica, divoratore di testi teatrali e immancabilmente cinefilo nel midollo.

Follemente innamorato dello scrittore austriaco Thomas Bernhard.

Consacra la sua vita accademica alla filosofia, amalgamando gli antichi studi libreschi con la materia del cinema.

Aspirante scrittore con il sogno nel cassetto della regia; non è insolito sentirgli dire: dopo Tarkovskij se proprio c'è qualcuno quello è Dio.

Social Profiles

1 commento

  • Claudìo
    Claudìo Sabato, 30 Aprile 2016 11:58 Link al commento

    Bella recensione, mi ha fatto venire curiosità di andarlo a vedere!

Lascia un commento