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#Wilde Salomé: l'esperimento del signor Al Pacino

WILDE SALOMÉ

regia: Al Pacino
fotografia: Benoit Delhomme
sceneggiatura: Al Pacino
montaggio: Pasquale Buba, David Leonard
musiche: Jeff Beal
cast: Al Pacino, Jessica Chastain, Kevin Anderson, Roxanne Hart
 
anno: 2011
nazione: Stati Uniti
produzione: Barry Navidi
distribuzione: Distribuzione Indipendente
genere: documentario, drammatico
data uscita in Italia: 12 maggio 2016
durata: 95 min
giudizio complessivo: 
impegno: 

Giunge anche in Italia, con estremo ritardo, il film che vede ancora una volta impegnato Al Pacino alla regia. Pacino completa nel 2011 il suo ultimo lavoro, Wilde Salomè, presentato fuori concorso a Venezia. Questa volta l'attore e regista confeziona qualcosa di complesso, sfaccettato e originale.

Wilde Salomè non è propriamente un documentario, così come propriamente non è un film drammatico o una rappresentazione teatrale filmata. E' l'insieme delle tre cose, nessuna di esse dunque. Il regista ci fa salire sul palco di un teatro, ci fa assaporare il desiderio di ripescare l'opera di Oscar Wilde, Salomè, e a questo punto comincia a costruire un film, probabilmente senza neanche tracciare una linea di arrivo.

Siamo negli Stati Uniti, dove all'interno di un teatro si provano le prime battute, si dispone il palcoscenico, si provano le luci e si discute con quegli avvoltoi dei produttori che sembrano non capire il senso di tutto ciò che sta accadendo. Prove teatrali filmate, telecamere dietro le quinte. Poi si vola in Irlanda sulle tracce della vita di Oscar Wilde, e dall'Irlanda si giunge dunque in Inghilterra e poi in Francia. La pellicola punta i riflettori sul destino dell'artista decadentista, svelando le trame più oscure della sua vita e incontrando chi questa vita la conosce a fondo.

Il montaggio frenetico si spezza nuovamente, si torna sul palcoscenico per filmare la prima di Salomè, la reazione del pubblico e della critica e la conseguente reazione del regista. Ma all'esigente Al Pacino non basta, si vola sul deserto per avere una macchia di colore vivo, quel colore autentico e caldo che il regista legge tra le righe dell'opera di Wilde.

La storia la conosciamo tutti. Re Erode fa incarcerare il profeta Giovanni Battista, temendo il suo potere e la sua fede ma allo stesso tempo è preda dell'infatuazione dettata dall'ammirazione per lui. La sua figliastra Salomè si scopre attratta dall'uomo di Dio e cerca di dargli un bacio. Giovanni Battista la ricopre di vergogna rifiutandola. Da qui la sua vendetta, chiedendo la testa del profeta in cambio di un ballo per Erode. Disgustato e inorridito dalla visione di Salomè che bacia la testa decapitata del santo, Erode ordina l'uccisione della figliastra.

L'esuberanza del regista e la sua testardaggine è eguagliata dalla spettacolare presenza di Jessica Chastain nei panni di Salomè e di se stessa. Qualunque cosa si stia girando, sembra essere in grado di fare più di quanto le venga richiesto.

La sperimentalità è la base di ogni sequenza della pellicola e l'apice di questo sperimentare giunge quando Pacino continua a filmare durante una festa che, apparentemente, nulla ha a che fare con il film. I personaggi divengono entità astratte e onnipresenti; la camera conferisce loro autonomia sugli stessi attori che possono solo lasciarsi guidare.

Fantasia, testardaggine, qualità tecnica. Una confezione che non manca di nulla.

Avete già visto il film? Lo andrete a vedere? Condividete l'opinione di Luca o siete di un altro parere? Lasciateci un commento con i vostri pensieri sotto!

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Luca Cardone

Appassionato di letteratura classica, divoratore di testi teatrali e immancabilmente cinefilo nel midollo.

Follemente innamorato dello scrittore austriaco Thomas Bernhard.

Consacra la sua vita accademica alla filosofia, amalgamando gli antichi studi libreschi con la materia del cinema.

Aspirante scrittore con il sogno nel cassetto della regia; non è insolito sentirgli dire: dopo Tarkovskij se proprio c'è qualcuno quello è Dio.

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