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#Mia madre fa l'attrice. Perchè la mamma è sempre la mamma, anche al cinema.

MIA MADRE FA L'ATTRICE

 
regia: Mario Balsamo
soggetto: Mario Balsamo
fotografia: Simone Pierini
sceneggiatura: Mario Balsamo
montaggio: Benni Atria
musiche: Vittorio Cosma
cast: Mario Balsamo, Silvana Stefanini
 
anno: 2015
nazione: Italia
produzione: Hasenso srl
distribuzione: Bim
genere: documentario
data uscita in Italia: 25 agosto 2016
durata: 78 min
giudizio complessivo: 
impegno:  

Apprezzato al Torino Film Festival, nelle sale dal 25 agosto l'ultimo film documentaristico di Mario Balsamo che ci conduce in un viaggio intimista, nel passato di un'attrice dimenticata da tutti ma non da suo figlio.

Difficile per Balsamo aprire la sua vita alla cinepresa in maniera così invasiva, mettendo sulla pellicola passato, presente e sentimenti. Aveva già cominciato con il precedente “Noi non siamo come James Bond”. Il risultato è un viaggio ironico ma emotivo, che termina tra le braccia di una madre attrice, anche se per poco tempo.

Il progetto di Mario Balsamo si estende in un ventennio. Il film è spezzato con dei ritagli di un filmato casareccio in cui il regista, poco più giovane, spiega alla signora Balsamo il suo progetto per il film in questione. Tra la sorpresa e lo sconcerto, l'ex attrice Silvana Stefanini discorre con suo figlio su come dovrebbe proseguire questa pellicola. E quasi vent'anni dopo Balsamo esegue tutto come promesso.

Il documentarista italiano ci fa salire a bordo della sua auto tremendamente eccentrica, in compagnia della Stefanini che su richiesta di suo figlio sfoglia il copione di quel flop a cui prese parte anni e anni addietro:“La barriera della legge”, pellicola su cui il nome dell'obliata attrice ingiustamente non compare neanche tra i titoli di coda.

Il regista regala a sua madre l'opportunità di tornare sul set, inserendo tra i partecipanti del documentario un simpaticissimo Claudio Verdone che s'impegna personalmente in un provino con l'arzilla signora.

Mia madre fa l'attrice è il film che ogni figlio dovrebbe dedicare a sua madre. L'intimismo della pellicola è ammirabile e riflessivo. Inevitabile il rimando su se stesso a cui lo spettatore è obbligato. Balsamo filma la sua difficoltà nell'abbracciare, nel dimostrare affetto, la difficoltà nel dire ciò che si prova. Balsamo ammette ogni sua debolezza, e riesce a farlo anche con dell'ironia che tramortisce, tuttavia l'amore di sua madre ringrazia e si fa bastare tutto. Alla signora Stefanini, che sia per un film o meno, basta passare del tempo con quel figlio che scompare continuamente. Questo è il gran regalo di Balsamo, oltre l'inserire finalmente il nome di sua madre nei titoli di coda dell'introvabile film scadente “La barriera della legge”. 

Avete già visto il film? Lo andrete a vedere? Condividete l'opinione di Luca o siete di un altro parere? Lasciateci un commento con i vostri pensieri sotto!

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Luca Cardone

Appassionato di letteratura classica, divoratore di testi teatrali e immancabilmente cinefilo nel midollo.

Follemente innamorato dello scrittore austriaco Thomas Bernhard.

Consacra la sua vita accademica alla filosofia, amalgamando gli antichi studi libreschi con la materia del cinema.

Aspirante scrittore con il sogno nel cassetto della regia; non è insolito sentirgli dire: dopo Tarkovskij se proprio c'è qualcuno quello è Dio.

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