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#1001 grammi. Forse l'errore sta nella taratura

1001 GRAMMI

 
regia: Bent Hamer
soggetto: Bent Hamer
fotografia: John Christian Rosenlund
sceneggiatura: Bent Hamer
montaggio: Andres Refn
musiche: John Erik Kaada
cast: Ane Dhal Torp, Laurent Stocker, Per Christan Ellefsen, Didier Flamand
 
anno: 2014
nazione: Norvegia, Germania
produzione: Pandora Filmproduktion, Slot Machine
distribuzione: Movies Inspired
genere: drammatico
data uscita in Italia: 11 agosto 2016
durata: 93 min
giudizio complessivo: 
impegno:   

Anima, corpo, vita, pesi e misure. Tutto in un unico pacchetto firmato dal norvegese Bent Hamer. Vicino ai nodi del più noto 21 grammi di Inarritu, 1001 grammi procede a fatica fin da subito. Ecco il nostro parere.

Marie è una scienziata norvegese costretta a sostituire suo padre, malato e con l'abitudine d'alzare il gomito, nel compito di far controllare il prototipo norvegese del chilo e seguire conferenze scientifiche sulle misurazioni. Marie prova sulla sua pelle l'inutilità della precisione dell'ago quando sulla bilancia salgono affetti e stati d'animo.

Freddo, quasi glaciale, ma anche caldo e romantico, il film drammatico di Hamer è più vicino ad un sentimentale mal scritto che ad un drammatico vero e proprio. Lo stare nel mezzo non consente alla trama di fiorire. 1001 grammi non prende coraggio in nessuna sequenza del film. Temendo ipotetiche sbavature, la sceneggiatura si trattiene, geme inespressa mentre lo spettatore sbadiglia.

Parlare di ciò che elude i cardini della logica è difficile perché già sentito, trito e ritrito, fatto bene e fatto male. 1001 grammi non prova neanche lontanamente ad immergersi nel lago nero introspettivo che il filo richiede. Non può restare neanche immobile (seppure la sensazione è proprio questa), dunque il film si avvolge in una terrificante coperta aforistica, patinata e banalmente sentimentale.

1001 grammi, seppure tecnicamente salvabile ( guarda la fotografia e il montaggio sonoro) si perde in un repentino sbiadire tematico che si limita al balbettare il solito messaggio:” l'anima, i sentimenti, il dolore e l'amore non puoi pesarli. Puoi provarci, ma non avrai l'esattezza del chilo” e tutto ciò è in grado di dirlo convogliando l'attenzione dei dialoghi su frasi fatte.

Insomma, il progetto di Hamer andava ripesato. Forse con una taratura diversa, il frasario (bello, ma semplificativo) sarebbe stato superfluo. Se di grammi, di spirito e corpi parliamo, continuiamo a preferire quei 21 grammi del buon vecchio Inarritu, già criticato di suo, e questo è già un tutto dire.

Avete già visto il film? Lo andrete a vedere? Condividete l'opinione di Luca o siete di un altro parere? Lasciateci un commento con i vostri pensieri sotto!

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Luca Cardone

Appassionato di letteratura classica, divoratore di testi teatrali e immancabilmente cinefilo nel midollo.

Follemente innamorato dello scrittore austriaco Thomas Bernhard.

Consacra la sua vita accademica alla filosofia, amalgamando gli antichi studi libreschi con la materia del cinema.

Aspirante scrittore con il sogno nel cassetto della regia; non è insolito sentirgli dire: dopo Tarkovskij se proprio c'è qualcuno quello è Dio.

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