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#Trafficanti. Quando dici “trito e ritrito”

TRAFFICANTI

 
regia: Todd Phillips
soggetto: Guy Lawson
fotografia: Lawrence Sher
sceneggiatura: Todd Phillips, Jason Smilovic, Stephen Chin
montaggio: Jeff Groth
musiche: Cliff Martinez
cast: Ana de Armas,Jonah Hill, Miles Teller, Bradley Cooper, Julian Sergi
 
anno: 2016
nazione: Stati Uniti
produzione: Green Hat Films, The Mark Gordon Company
distribuzione: Warner Bros
genere: commedia, drammatico
data uscita in Italia: 15 settembre 2016
durata: 114 min
giudizio complessivo: 
impegno:  

Dopo la fortunata trilogia di “Una notte da leoni”, il nuovo film di Todd Phillips si prepara a far saltare in aria il box office italiano. Noi, sinceramente, siamo rimasti fin troppo incolumi sulla poltrona.

David lavora come massaggiatore. Con una bambina da mantenere nell'immediato futuro accetta, senza pensarci due volte, la proposta lavorativa di Efraim, vecchio compagno di scuola immischiato in affari poco trasparenti con il governo americano. Lo smercio d'armi per l'esercito statunitense impegnato in Afghanistan porterà più di qualche problema.

Todd Phillips ha perso il pelo ma non il vizio. Il vecchio lupo che ha divertito una generazione intera con la saga di Una notte da leoni ci riprova, più o meno raccontando qualcosa che di originale ha ben poco. Questa volta Phillips non ulula, è smarrito e brancola nel buio. Trafficanti (titolo italiano preferito al più accattivante War Dogs) sembra un prodotto ibrido. La confezione procede con andazzo derivativo. Al suo interno dimorano vecchie (non tanto vecchie) pellicole d'oro, “The wolf of wall street” per citarne una, volete anche per via della presenza di Jona Hill e la sua ingombrante risata da manager isterico.

Repentini cambi di rotta, conflitti tra i due amici e colleghi, qualcosa di simile a dei colpi di scena. Il passabile, discreto, mediocre, è di casa in trafficanti. Poco più che inutile il personaggio di Brandley Cooper. La sua è quasi una comparsata, un saluto in camera da co-produttore che seduto su una sedia proprio non ci sa stare. Risata a parte, affatto stancante la presenza fisica di Hill, amplificata dalla sceneggiatura visibilmente ricamata su misura per lui.

Trafficanti per certi versi diverte anche. L'illegalità trattata con estrema superficialità racchiude da sempre il suo fascino, ma solo fino ad un certo punto e solo per un numero di film discretamente basso. 

Avete già visto il film? Lo andrete a vedere? Condividete l'opinione di Luca o siete di un altro parere? Lasciateci un commento con i vostri pensieri sotto!

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Luca Cardone

Appassionato di letteratura classica, divoratore di testi teatrali e immancabilmente cinefilo nel midollo.

Follemente innamorato dello scrittore austriaco Thomas Bernhard.

Consacra la sua vita accademica alla filosofia, amalgamando gli antichi studi libreschi con la materia del cinema.

Aspirante scrittore con il sogno nel cassetto della regia; non è insolito sentirgli dire: dopo Tarkovskij se proprio c'è qualcuno quello è Dio.

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