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#La vita possibile: il cinema autentico che piace ancora

LA VITA POSSIBILE

 
regia: Ivano De Matteo
soggetto: Valentina Ferlan
fotografia: Duccio Cimatti
sceneggiatura: Ivano De Matteo, Valentina Ferlan
montaggio: Marco Spoletini
musiche: Francesco Cerasi
cast: Margherita Buy, Valeria Golino, Andrea Pittorino, Caterina Shulha, Bruno Todeschini
 
anno: 2016
nazione: Italia
produzione: Rodeo Drive, Barbary Films, Rai Cinema
distribuzione: Teodora Film
genere: drammatico
data uscita in Italia: 22 settembre 2016
durata: 100 min
giudizio complessivo: 
impegno:  

Dopo Gli equilibristi e I nostri ragazzi, Ivano De Matteo torna a raccontare le sue storie di confine, semplici e d'impatto sociale. La vita possibile al cinema dal 22 settembre.

In fuga da un marito violento, Anna e suo figlio Valerio fuggono a Torino dall'amica Carla. Difficile per madre e figlio è cominciare una nuova vita partendo da zero, soprattutto per il giovane Valerio, in preda alle prime furie adolescenziali e ai primi colpi di fulmine.


 

De Matteo ancora una volta funge da grande lente d'ingrandimento posizionata sulla testa dei suoi “equilibristi”, esistenze di sottosuolo su cui troppo poco agisce la messa a fuoco della riflessione e del sostegno. L'azione tutt'altro che refrattaria del regista è diluita con un linguaggio semplice, a volte anche banale potremmo dire. Certo è che La vita possibile non spinge più del necessario, non aggredisce il suo spettatore come nei due precedenti lungometraggi di De Matteo. Abbassa i toni pur non perdendo l'importanza dell'impatto sociale e, non meno importante, la stilistica.

Questa volta l'attenzione del regista si aggancia ad un complesso meccanismo, quello delle violenze domestiche. De Matteo è bravo a non soffermarsi sulla violenza in sé e per sé, argomento da non trascurare, certo, ma poco originale. L'attenzione della pellicola si sposta sul ventaglio di possibilità che vanno a favorire o meno l'inizio di una seconda vita, una nuova vita possibile. Dunque inutile sollevare questioni di matrice femminista o maschilista, perché De Matteo ha saltato l'ostacolo lasciandosi elegantemente alle spalle ogni tipo di etichetta.

In La vita possibile risalta all'occhio l'utilizzo di due professioniste, entrambe eccellenti, dalle differenti potenzialità artistiche. Un vero uragano è Valeria Golino, magnetica, positivamente ingombrante sulla scena, in grado di oscurare tutto e tutti. Dispiace solo il vederla troppo poco nel film. Più aggraziati i panni della Buy, raffinati, teneri; rientrano a pieno nelle sue (vastissime) corde.

Una visione più che consigliata, affascinante e sensibile. Ancora una volta il cinema di De Matteo sa creare contenuti genuini nel pubblico, e questo tanto ci basta.

Proseguite la lettura con l'intervista di Luca a Margherita Buy e Ivano De Matteo!

Avete già visto il film? Lo andrete a vedere? Condividete l'opinione di Luca o siete di un altro parere? Lasciateci un commento con i vostri pensieri sotto!

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Luca Cardone

Appassionato di letteratura classica, divoratore di testi teatrali e immancabilmente cinefilo nel midollo.

Follemente innamorato dello scrittore austriaco Thomas Bernhard.

Consacra la sua vita accademica alla filosofia, amalgamando gli antichi studi libreschi con la materia del cinema.

Aspirante scrittore con il sogno nel cassetto della regia; non è insolito sentirgli dire: dopo Tarkovskij se proprio c'è qualcuno quello è Dio.

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