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#Go with me. Un brutto Western su neve

GO WITH ME

 
regia: Daniel Alfredson
soggetto: Castle Freeman Jr.
fotografia: Rasmus Videbaek
sceneggiatura: Gregory Jacobs, Joe Gangemi
montaggio: Hakan Karisson
cast: Anthony Hopkins, Julia Stiles, Ray Liotta, Alexander Ludwig, Hal Holbroock, Steve Bacic, Lochlyn Munro
 
anno: 2015
nazione: Stati Uniti, Canada, Svezia
produzione: Gotham Group
distribuzione: Microcinema
genere: thriller
data uscita in Italia: 13 ottobre 2016
durata: 90 min
giudizio complessivo: 
impegno:  


Il buon vecchio Antony Hopkins nei panni di un furbo e vendicativo taglialegna, questa volta dalla parte dei buoni. Lo vedrete in Go with me, al cinema dal 13 ottobre.

Tratto dal romanzo di Casta Freeman Jr., Daniel Alfredson s'imbuca in una deliziosa località montana di Washington, avvolgendosi in tetri boschi nebbiosi e climi provinciali riservati. In queste due righe è riassunto, spremuto e conciso, tutto l'apprezzabile di Go with me. Per il resto, l'ultimo lungometraggio di Alfredson è un insipida caccia all'uomo priva di trovate registiche originali.

 

La confezione ci consente di seguire le bizzarre vicende della giovane Lillian che fugge dalla persecuzione di una maligna figura mitizzata, un angelo nero il cui solo nome porta sconcerto e paura. Sarà un vecchietto sveglio e risoluto (Hopkins), a prendere le parti della giovane Lillian, accompagnato da Nate, giovane balbuziente, irascibile e dal cuore tenero( Alexander Ludwig, l'abbiamo preferito un infinito numero di volte nel ruolo del grosso vichingo Bjorn nella serie “Vikings”). Il vecchio taglialegna, ci viene suggerito dal film, ha qualche conto in sospeso con il cattivone, Blackway ( Liotta), nome ripetuto fino alla nausea durante la proiezione. Approfitta dunque del barlume di tenacia e coraggio mostrato dalla giovane importunata per sistemare i suoi affari antichi con Blackway.

Il trio affiatato utilizza la metà della durata del film per la ricerca di Blackway, ostacolata dal terrore che gli abitanti della cittadina provano per la figura dell'ex poliziotto divenuto uno psicopatico malvivente. Compreso il meccanismo del “chiedi e scappa” accompagniamo i tre coraggiosi che conducono la difficile preda nell'angusto bosco di montagna, tendendogli un agguato.






Mai ansiogeno, il film presentato fuori concorso a Venezia, si arrampica per tutta la sua durata su uno specchio crepato e scivoloso. Non c'è tensione, non c'è il ritmo spasmodico, non c'è passione nel raccontare i personaggi. Go with me è un progetto abbandonato a se stesso. Prende il volo da un ben più solido prodotto letterario senza riuscire a ricreare l'atmosfera libresca e gelida, soprattutto senza dare importanza all'attesa che il lavoro avrebbe meritato. Pallottole e fucili che s'infuriano nella neve. Niente di più. Bocciato.

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Luca Cardone

Appassionato di letteratura classica, divoratore di testi teatrali e immancabilmente cinefilo nel midollo.

Follemente innamorato dello scrittore austriaco Thomas Bernhard.

Consacra la sua vita accademica alla filosofia, amalgamando gli antichi studi libreschi con la materia del cinema.

Aspirante scrittore con il sogno nel cassetto della regia; non è insolito sentirgli dire: dopo Tarkovskij se proprio c'è qualcuno quello è Dio.

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