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#Enclave: Storie dal tetro Kosovo

ENCLAVE

 
regia: Goran Radovanović
soggetto: Goran Radovanović
fotografia: Aleksandrija Ajdukovic
sceneggiatura: Didi Danquart
montaggio: Nenad Pirnat
musiche: Eleni Karaindrou, Irena Popović
cast: Milena Jaksic,Filip Subaric, Nenad Stanojkovic, Milan Sekulic, Miodrag Krivokapic
 
anno: 2015
nazione: Serbia, Germania
produzione: Nama film
distribuzione: Lab 80 film
genere: drammatico
data uscita in Italia: 20 ottobre 2016
durata: 92 min
giudizio complessivo: 
impegno:  

Il regista Goran Radovanovic sulle tracce della minoranza serba in Kosovo negli anni successivi alla guerra. Dal 20 ottobre al cinema.

Nenad, un ragazzino serbo di 10 anni legge la bibbia per suo nonno in fin di vita, viene scortato a scuola da un carro armato della comunità internazionale e fa da tramite per un prete cristiano e suo padre che tenta di portare avanti la fattoria di famiglia, nonostante i furti di bestiame promossi dall'odio albanese. Nel bel mezzo della zona di fuoco, il piccolo Nenad scopre come l'acredine razziale si riversi anche sui suoi coetanei.

 

Enclave, il cui titolo indica la zona geografica condivisa da popoli in guerra, è una fredda finestra aperta su una zona calda, trascurata dall'attenzione europea. Radovanovic, preciso, leggero e attento a non calcare le linee del suo operato, racconta una storia semplice, trattando asetticamente personaggi cupi e freddi. L'intera pellicola è mascherata da un velo minimalista che non appesantisce la visione. Strade desolate, persone vuote e colme d'odio provato per chi vive a soli pochi chilometri più in là. Il tutto senza eccessi di pedanteria, o quasi.

Riuscito il contrasto bene-male con cui il regista serbo mostra un matrimonio ed un funerale nelle due distinte fazioni, utilizzando i bambini come pedine da gioco, spostandole geograficamente nel mezzo, dove i confini non hanno troppa valenza, dove i limiti al massimo sono stabiliti dalle regole del nascondino.

Il regista sembra non prendere le parti di nessuno saltando l'ostacolo patriottico che spesso trascina in un abisso orgogliosamente politico e senza fine. Sostanziale, un film riflessivo, schietto, privo di merletti e fronzoli, che richiede un certo grado d'elasticità, l'elasticità che il film trattiene senza liberare mai. Comprese le dinamiche, i tempi e le personalità di spicco della pellicola, Enclave non è mai in grado di sorprendere. Una monotonica narrazione che a tratti può perfino annoiare. In via definitiva una buona confezione, per cultori della tinta unica.

Avete già visto il film? Lo andrete a vedere? Condividete l'opinione di Luca o siete di un altro parere? Lasciateci un commento con i vostri pensieri sotto!

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Luca Cardone

Appassionato di letteratura classica, divoratore di testi teatrali e immancabilmente cinefilo nel midollo.

Follemente innamorato dello scrittore austriaco Thomas Bernhard.

Consacra la sua vita accademica alla filosofia, amalgamando gli antichi studi libreschi con la materia del cinema.

Aspirante scrittore con il sogno nel cassetto della regia; non è insolito sentirgli dire: dopo Tarkovskij se proprio c'è qualcuno quello è Dio.

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