Log in

#Sing Street. Dal cinema al palcoscenico

SING STREET

 
regia: John Carney
soggetto: John Carney, Simon Carmody
fotografia: Yaron Orbach
sceneggiatura: John Carney
montaggio: Andrew Marcus
musiche: Gary Clark, John Carney
cast: Ferdia Walsh-Peelo, Aidan Gillen, Maria Doyle Kennedy, Jack Reynor, Lucy Boynton, Kelly Thornton
 
anno: 2016
nazione: Irlanda
produzione: Cosmo Films , Distressed Films , Likely Story
distribuzione: Bim distribuzione
genere: drammatico, musicale
data uscita in Italia: 9 novembre 2016
durata: 106 min
giudizio complessivo: 
impegno:  

Un “dramedy” giovanile, nel cuore dell'Irlanda in pieni anni ottanta, immerso nella musicalità di matrice alternativa. Sing Street dal 9 novembre al cinema.

Conor vive a Dublino con la sua famiglia. Trasferitosi per problemi economici in una scuola pubblica, diventa presto vittima di bullismo. La passione per la musica e l'incontro con Raphina svegliano il lato originale e produttivo di Conor che decide di creare una band.


 

Per nostalgici, Sing Street è una discreta prova registica che rende giustizia ad una ben più vasta sensibilità musicale, sottolineata da gusti raffinati.

The Cure, Duran Duran, The Jam, Jack Reynor. Questi ed altri a colorare la pellicola di John Carney. Il regista in qualche modo fabbrica i Sing Street, band musicale risucchiata dal vortice generale degli anni ottanta che a dire il vero, tralasciando l'impronta imitatoria (Depeche Mode e simili) con cui sposano la propria musica, si lasciano ascoltare con un certo gusto.

Facendo i nostri migliori auguri per l'eventuale futuro musicale della giovane band, Sing Street è pur sempre un film, e come tale va analizzato. Non mancano i cliché, di quelli vecchi come il mondo. Ragazzino innamorato perso per la belloccia di turno, lei che come al solito è impegnata con il tipo che ha già la macchina. Di Conor vittime di bullismo a scuola ovviamente neanche a parlarne, ed anche peggio è il risolversi della vicenda, con il cattivone colpito nel profondo che prende le parti delle sue vittime quando il film è alla conclusione.

Regia asciutta, tecnica sufficiente a non vanificare l'intento dell'autore; Sing street è una pellicola pensata e indirizzata al piacere sonoro, facendo dell'acustica il suo cavallo di battaglia. Belli i costumi della giovane band che di volta in volta cambia trucco e parrucco adattandosi ai nuovi suoni. Insomma, le immagini, messe un gradino più in basso, seguono a testa bassa le strimpellate e i colpi di piatto e rullante.

Una visione simpatica e rinfrescante. E chissà, forse quel motivetto di “The riddle of the model” dei Sing Street farà strada nel mondo della musica, film a parte.

Avete già visto questo film? Lo andrete a vedere? Condividete l'opinione di Luca o siete di un altro parere? Lasciateci un commento con i vostri pensieri sotto!

Seguite la pagina Facebook di No#News per rimanere aggiornati su altri articoli e non dimenticate di condividere l'articolo!

Video

Luca Cardone

Appassionato di letteratura classica, divoratore di testi teatrali e immancabilmente cinefilo nel midollo.

Follemente innamorato dello scrittore austriaco Thomas Bernhard.

Consacra la sua vita accademica alla filosofia, amalgamando gli antichi studi libreschi con la materia del cinema.

Aspirante scrittore con il sogno nel cassetto della regia; non è insolito sentirgli dire: dopo Tarkovskij se proprio c'è qualcuno quello è Dio.

Social Profiles

Lascia un commento