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#Animali notturni. Le vendette di Tom Ford

ANIMALI  NOTTURNI

 
regia: Tom Ford
soggetto: Austin Wright
fotografia:  Seamus McGarvey
sceneggiatura: Tom Ford
montaggio: Joan Sobel
musiche: Abel Korzeniowski
cast: Amy Adams, Jake Gyllenhaal, Isla Fisher, Aaron Taylor-Johnson, Armie Hammer, Michael Shannon, Laura Linney, Karl Glusman
 
anno: 2016
nazione: Stati Uniti
produzione: Focus Features, Universal Pictures
distribuzione: Universal Pictures
genere: drammatico
data uscita in Italia: 17 novembre 2016
durata: 117 min
giudizio complessivo: 
impegno:  

Animali notturni, dopo aver arraffato il leone d'argento alla mostra di Venezia, condiviso con Paradise, sfila nelle sale italiane dal 17 novembre. Finalmente offerto al pubblico il secondo film di Tom Ford.

La gallerista Susan è in un periodo di crisi. In un pacco inaspettato trova il manoscritto di un libro a lei dedicato, scritto dal suo ex marito Edward, intitolato “Animali notturni”. Lasciata sola dal marito per alcune notti, Susan si immerge nell'agghiacciante racconto di un uomo in cerca di vendetta per l'assassinio della sua famiglia, lettura che risveglierà in lei vecchi ricordi e rimorsi proiettati su scelte prese nel passato.

Solo alla sua seconda prova registica, Tom Ford si conferma un artista a tutto tondo. Il regista e stilista statunitense proprio non ce la fa a limitarsi a corpetti, gonne e borsette. Senza nulla togliere al mondo della moda, forse il ventaglio linguistico offerto da questa categoria non è adeguato alla voglia di raccontare che già nel 2009 si è sbizzarrita in Ford. Tanto meglio per noi visto che oggi abbiamo l'opportunità di parlare di Animali Notturni.

Il film si smembra su tre livelli narrativi. C'è Susan (Amy Adams), l'artista che crede poco in se stessa, totalmente a secco di attenzioni dell'infedele marito. Ad un secondo livello troviamo il manoscritto di Animali notturni e la narrazione della storia scritta dall'ex Edward (Jake Gyllenhaal). Infine, sull'ultimo gradino, più in profondità, i ricordi di Susan che rispolverano la vecchia vita vissuta proprio con lo scrittore, il romantico senza successo che non offre nulla se non alcune sciatte storie da leggere a notte fonda.

Va detto subito che tra i tre filoni alcuni sono migliori di altri. Ford costruisce un bellissimo teatrino ovattato su cui far muovere una gelida Amy Adams: una delicata bambola in ceramica dai capelli rossi che rimbalza tra le mura della sua bella casa da ricca borghese consapevolmente viziata. Non manca il tocco di classe dello stilista. Alcune inquadrature valgono da sole il prezzo del biglietto, quello intero, non il ridotto del secondo mercoledì del mese. Non è nuova neanche la freddezza della narrazione “fordiana”. Il precedente A single man verteva sul gelo ammiccante, cerebrale, qualche volta esagerata. Questa volta tutto sembra cadere al suo posto, come in un tetris giocato da uno smanettone.

Bellissima la storia di Animali notturni, quella che assieme alla protagonista possiamo leggere capitolo dopo capitolo. Violenta, sadica e travolgente. Nel prologo è impossibile non provare empatia per i “disgraziati” pedoni della scacchiera. Se l'intera matrioska di Ford sta in piedi è soprattutto grazie al perfetto fluire della “storia nella storia”.

Animali notturni è una rivincita. Edward è un debole, motivo per cui anni addietro è stato lasciato da Susan. Da debole ha scritto la storia del suo alter ego, riuscendo finalmente a completare l'opera. Il manoscritto non è un regalo dunque ma un emissario, un portavoce, la bandiera di chi è riuscito comunque a farcela aggrappandosi a quella bellissima donna chiamata “arte”. Susan a questo punto non può che sperare in un incontro con lui, con il romantico debole Edward che da vincitore non si presenterà all'appuntamento. Per Ford allora vincono i sensibili, purché siano in grado di parlare di se stessi, di mitizzare le proprie fragilità.

Il tema messo a fuoco da Ford, la vendetta, lascia un po' l'amaro in bocca.

I dubbi non nascono dalla cattiva messa in scena del tema ma dal fatto che una trama del genere avrebbe potuto sviluppare qualcosa di più. Animali notturni è un film che circoscrive il proprio raggio d'azione, che vuole bastarsi nel suo piccolo;piccolo che ha comunque portato il podio a Venezia. Nota positiva per la Adams e Gyllenhaal; la sensazione è quella di non riuscire ad immaginare nessun altro che loro per questo dramma.

La seconda nota va ai titoli di testa. Sequenze eccentriche, magnetiche e irriverenti mostrano donne in evidente sovrappeso esibirsi con succinti abiti da soubrette o completamente nude. Una falsa riga, depistaggio di Ford inserito nel racconto come “opera-evento” di Susan, con il solo onere d'accattivarsi gli occhi dello spettatore. Una buona trovata, furba, ma buona.

Animali notturni è un progetto solido che mai procede con affanno, una fiaba che onora l'atto di scrivere, la liberazione di se stessi attraverso la parola. Può lasciare dei dubbi, certo, ma il materiale di base è notevole. 

Avete già visto questo film? Lo andrete a vedere? Condividete l'opinione di Luca o siete di un altro parere? Lasciateci un commento con i vostri pensieri sotto!

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Luca Cardone

Appassionato di letteratura classica, divoratore di testi teatrali e immancabilmente cinefilo nel midollo.

Follemente innamorato dello scrittore austriaco Thomas Bernhard.

Consacra la sua vita accademica alla filosofia, amalgamando gli antichi studi libreschi con la materia del cinema.

Aspirante scrittore con il sogno nel cassetto della regia; non è insolito sentirgli dire: dopo Tarkovskij se proprio c'è qualcuno quello è Dio.

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1 commento

  • SamSimon
    SamSimon Venerdì, 27 Aprile 2018 13:01 Link al commento

    Siamo d'accordo con voi: un bel film, non perfetto ma certamente ben fatto e da vedere e rivedere!

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