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#Agnus Dei. Le innocenti

AGNUS DEI

 
regia: Anne Fontaine
fotografia: Caroline Champetier
sceneggiatura: Sabrina B. Karine, Alice Vial
montaggio: Annette Dutertre
musiche: Grégoire Hetzel
cast: Lou de Laâge, Agata Buzek, Agata Kulesza, Vincent Macaigne, Joanna Kulig
 
anno: 2016
nazione: Francia, Polonia
produzione: Mandarin Films, Aeroplan Film, Mars Films
distribuzione: Good Films
genere: drammatico
data uscita in Italia: 17 novembre 2016
durata: 115 min
giudizio complessivo: 
impegno: 

Crudo, storico e soprattutto vero. Il dramma vissuto in un convento benedettino polacco diventa un film. Agnus Dei, della regista lussemburghese Anne Fontaine, al cinema il 17 novembre.

Polonia, 1945. Il giovane medico francese Mathilde, in missione per conto della croce rossa del suo paese, riceve la supplichevole richiesta d'aiuto di una suora che la condurrà in un convento. Lì scoprirà l'esistenza di un gruppo di suore incinte per via delle barbarie commesse dalle truppe tedesche e russe. Tra fede, gravidanze e senso di maternità le donne si affidano a Mathilde, la loro unica speranza.

La vicenda ricostruisce, romanzando, la storia di Madeleine Pauliac, medico di Parigi che ha raccontato la sua storia su un taccuino ritrovato non molto tempo fa.

Atroce è la sofferenza delle suore benedettine, prima vittime di stupro (non mostrato nel film poiché i fatti si svolgono all'incirca nove mesi dopo) e poi combattute tra la maternità fisica e il voto di castità giurato allo spirituale. L'intera pellicola fluttua su questo scontro metafisico. Agnus Dei dipinge la piaga del bigottismo che riduce il singolo ad una vana sofferenza ingiustificata, sorretta da virtù “altre”, lontane e immaginarie. Abbozzato anche il tema dell'empatia e l'immedesimazione: dopo uno scampato stupro di gruppo, il medico Mathilde sarà più vicina alle scelte e alle difficoltà delle donne violentate, comprendendo il loro strazio altrimenti percepito come capriccio.

La lunga pellicola sa balzare dal comico al drammatico con estrema semplicità. Personaggi come il medico Samuel garantiscono versatilità anche a ibernanti vicende come quella delle povere suore, trovata necessaria per non lasciare tutto sul groppone, indigesto. Insomma non c'è proprio niente da ridere, ma qualche volta ci è permesso uno strappo alla regola. Buona la tecnica e belle le riprese. La Fontaine sembra felice come un bambino il giorno di natale quando filma le benedettine vestite di bianco e nero che sfilano nel bosco completamente innevato. Brava la giovanissima Lou De Laage, la bella attrice francese ha mostrato la capacità d'essere impiegata in ruoli staticamente drammatici, quella donna forte che si tiene tutto e non cede mai, che sfida tutto e tutti, nonostante la regista abbia affermato l'iniziale impacciataggine dell'attrice sul set. Chissà, magari la ritroviamo tra qualche anno in un film dei Dardenne.

Agnus Dei è un pugno nello stomaco elegante ed aggraziato. Bello, diretto bene, preciso nei dettagli, severo e rigoroso. Non è chiaro quale possa essere il target medio di questo dramma, esclusi i preti del vaticano che pare abbiano apprezzato particolarmente la pellicola. Promosso di sicuro, ma consigliato a chi è in grado di reggere 115 minuti di biografico polacco.

Avete già visto questo film? Lo andrete a vedere? Condividete l'opinione di Luca o siete di un altro parere? Lasciateci un commento con i vostri pensieri sotto!

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Luca Cardone

Appassionato di letteratura classica, divoratore di testi teatrali e immancabilmente cinefilo nel midollo.

Follemente innamorato dello scrittore austriaco Thomas Bernhard.

Consacra la sua vita accademica alla filosofia, amalgamando gli antichi studi libreschi con la materia del cinema.

Aspirante scrittore con il sogno nel cassetto della regia; non è insolito sentirgli dire: dopo Tarkovskij se proprio c'è qualcuno quello è Dio.

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