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#Captain fantastic: una famiglia straordinaria

CAPITAN FANTASTIC

 
regia: Matt Ross
fotografia: Stéphane Fontaine
sceneggiatura: Matt Ross
montaggio: Joseph Krings
musiche: Alex Somers
cast: Viggo Mortensen, Steve Zahn, Kathryn Hahn,George MacKay , Samantha Isler , Nicholas Hamilton, Shree Crooks, Annalise Basso
 
anno: 2016
nazione: Stati Uniti
produzione: Electric City Entertainment ShivHans Pictures
distribuzione: Good Films
genere: drammatico
data uscita in Italia: 7 dicembre 2016
durata: 118 min
giudizio complessivo: 
impegno:  

Presentato a Cannes in “Un Certain Regard”, premio del pubblico alla festa del cinema di Roma, l'ultimo lungometraggio di Matt Ross, di cui speriamo sentir ancora parlare, al cinema dal 7 dicembre.

Ben, sua moglie e i suoi figli vivono in una foresta, lontani dai ritmi forsennati della città, cercando di cogliere al meglio la vera essenza della vita, lontani da scuole, uffici ed ospedali.

Quando la famiglia Cash sarà scossa da un tragico evento sorgerà la necessità di relazione con quel mondo che hanno deciso di abbandonare.

Che bella la famiglia Cash!

Vivere nelle foreste come selvaggi, affrontare duri allenamenti e terminare la giornata attorno ad un falò, leggendo Dostoevskij, Nabokov o manuali di fisica. Tutto pur di restare fuori dall'imbuto capitalistico degli spendaccioni, delle teste chiuse dalla leva religiosa; lontani dal cibo che “non è cibo vero”, preferendo la caccia primordiale. Una famiglia più che particolare dunque, preparati su qualsiasi fronte, pronti a spuntarla in ogni situazione, escluse quelle banalmente umane le cui soluzioni non si trovano sui libri, come scopre il giovane Bodevan quando non sa bene cosa fare con le ragazze che mostrano interesse per lui. E vero è che sarebbe davvero stupendo e decisamente più logico festeggiare il nome di un importante studioso e filantropo che ha lasciato contributi fondamentali come Naom Chomsky più che il banale e folcloristico Natale.

Ross immerge le sue pregevoli sagome nel nuovo millennio, mostrando con tinte luminose un semplice aneddoto: fuggire dal proprio tempo non è una soluzione stabile; viene a crearsi la necessita di qualche strappo alla regola. Quando non si trova del cibo e non si ha un soldo in tasca diventa impossibile non pensare al furto, gesto moralmente condannato anche da Ben che riesce però, rubacchiando qualcosa in un supermercato, a nutrire i suoi figli. Qui si sfalda l'idea della vita “purificata” di Ben, così come quando si renderà conto d'aver quasi mandato una delle sue figlie a morire, chiedendole d'arrampicarsi sul tetto.

Le tensioni interne familiari (padre-figlio ad esempio) mettono in rilievo i punti deboli del paradigma sociale che Ben e sua moglie credevano di montare pregevolmente. Il grande progetto di creare la Repubblica platonica con i saggi filosofi deve fare i conti con il tempo e la contemporaneità. Ross ci sussurra la soluzione, ci permette di scrutare un tentativo di mediazione. La contemporaneità, per quanto straniante, può essere vissuta seppure con i giusti limiti, va conosciuta, toccata con mano e superata con la propria individualità indipendente.

Captain Fantastic è un film senza pecche. Solleva numerose questioni ed ognuna di queste (come il rispettare o meno la volontà espressa in un testamento a discapito del volere di una madre ed un padre) è trattata con estrema sensibilità e delicatezza. Un vero inno alla cultura e al bel pensare. Un film che regala tanto, scorre come un fiume in piena travolgendo una sassaia di temi. Il film di Matt Ross ha tutte le carte in regola per volare alto.

Avete già visto questo film? Lo andrete a vedere? Condividete l'opinione di Luca o siete di un altro parere? Lasciateci un commento con i vostri pensieri sotto!

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Luca Cardone

Appassionato di letteratura classica, divoratore di testi teatrali e immancabilmente cinefilo nel midollo.

Follemente innamorato dello scrittore austriaco Thomas Bernhard.

Consacra la sua vita accademica alla filosofia, amalgamando gli antichi studi libreschi con la materia del cinema.

Aspirante scrittore con il sogno nel cassetto della regia; non è insolito sentirgli dire: dopo Tarkovskij se proprio c'è qualcuno quello è Dio.

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