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#Il grande gigante gentile. Ritorno all'animazione

IL GGG - IL GRANDE GIGANTE GENTILE

 
regia: Steven Spielberg
soggetto: Roald Dahl
fotografia: Janusz Kaminski
sceneggiatura: Melissa Mathison
montaggio: Michael Kahn
musiche: John Williams
cast: Mark Rylance, Ruby Barnhill, Bill Hader, Rebecca Hall, Penelope Wilton, Jemaine Clement, Ólafur Darri Ólafsson, Adam Godley, Michael Adamthwaite, Haig Sutherland
 
anno: 2016
nazione: Stati Uniti, Gran Bretgna
produzione: Amblin Entertainment, DreamWorks SKG, Reliance Entertainment
distribuzione: Medusa Film
genere: fantastico
data uscita in Italia: 30 dicembre 2016
durata: 118 min
giudizio complessivo: 
impegno:  

Al cinema dal 30 dicembre il fantasy di Spielberg dal soggetto di Roal Dahl. Il grande gigante gentile è una favola che con la Amblin e la DreamWorks ha trovato buona intesa.

Sophie durante una fredda notte intravede dalla finestra la sagoma di un grosso gigante che, consapevole d'essere stato scoperto, rapisce la piccola dalla sua stanza dell'orfanotrofio per portarla nella terra dei giganti. Qui la piccola Sophie scopre la bontà di GGG, la fame e la cattiveria degli altri giganti e l'importanza dei sogni.


 

Le traduzioni cinematografiche delle storie di Dahl hanno avuto sempre molta fortuna negli anni passati, vedi “Matilda sei mitica” e “La fabbrica di cioccolato” ad esempio. Dopo la pausa chiamata Il ponte delle spie, Spielberg torna con un film d'animazione, presentato a Cannes dove ha riscosso buoni pareri dalla critica e dal pubblico.

La premessa è che Dahl ha scritto qualcosa di meglio che Il grande gigante buono. Le pecche del film in questione vanno quindi ricercate nel testo, non nell'operato di Spielberg. Se al termine della proiezione è mancato qualcosa, ecco, il vecchio Steven non centra nulla.

Dal canto suo il regista fa bene il suo mestiere. Ottime le animazioni digitali che restituiscono una bella ambientazione fantasy fatta di alberi, sogni colorati come lucciole e case incastonate nelle rocce. E poi ci sono loro, Sophie e il grande gigante gentile, due personaggi sia diversi che simili. Qualche volta insopportabile la giovanissima Ruby Barnhill e il suo aristocratico accento british che fa sfigurare il povero gigante , non proprio analfabeta, che inverte parole a caso o sbaglia consonanti. Lui, al contrario, accattiva ben bene l'empatia dello spettatore. Si, è grande e gentile, innocuo, generoso quando nella notte distribuisce i sogni a grandi e bambini. Ha anche il senso del “poi”, lo capiamo quando con uno sguardo rabbuiato parla di un brutto incubo e del peso del pentimento. Al contrario del simpatico e vegetariano gigante, i suoi amici carnivori sono burberi e sempre affamati. Dormono di continuo e quando si svegliano tormentano il povero “gentile”, ritenendolo un insulto per la razza intera.

Spielberg ha sentito il bisogno di tornare alla favola, quella genuina, che sa istruire e intenerire il pubblico. Scalpita questa volta il tema dell'esclusione sociale, l'individualismo debole che va frantumato al cospetto di una buona e sincera amicizia. Oltre la lotta contro i soprusi dei più forti e l'importanza dei sogni, interessante sottolineatura è la richiesta di aiuto quando con le proprie mani si è impotenti, senza vergogna o timore, proprio come GGG quando si presenta alla corte della regina d'Inghilterra.

Avete già visto questo film? Lo andrete a vedere? Condividete l'opinione di Luca o siete di un altro parere? Lasciateci un commento con i vostri pensieri sotto!

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Luca Cardone

Appassionato di letteratura classica, divoratore di testi teatrali e immancabilmente cinefilo nel midollo.

Follemente innamorato dello scrittore austriaco Thomas Bernhard.

Consacra la sua vita accademica alla filosofia, amalgamando gli antichi studi libreschi con la materia del cinema.

Aspirante scrittore con il sogno nel cassetto della regia; non è insolito sentirgli dire: dopo Tarkovskij se proprio c'è qualcuno quello è Dio.

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