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#The founder. Cosa c'è alla fine degli archi dorati?

THE FOUNDER

 
regia: John Lee Hancock 
fotografia: John Swartzman
sceneggiatura: Robert Siegel 
montaggio: Robert Frazen 
musiche: Carter Burwell
cast: Michael Keaton, Linda Cardellini, Patrick Wilson, Nick Offerman, Laura Dern, John Carroll Lynch, B.J. Novak
 
anno: 2016
nazione: Stati Uniti
produzione: FilmNation Entertainment, The Combine
distribuzione: Videa
genere: biografico
data uscita in Italia: 12 gennaio 2017
durata: 115 min 
giudizio complessivo: 
impegno: 

La storia vera dell'impero costruito sugli hamburger, sulle patatine fritte e sul servizio “fast” che ha rivoluzionato il concetto di ristorante. Mc Donald's diventa un film ed è al cinema dal 12 gennaio.

Ray Kroc viaggia ogni giorno in lungo e in largo per il Midwest alla ricerca di compratori per il suo frullatore, con scarsi risultati. L'ostinato Ray riceve una telefonata inaspettata da parte di due fratelli di San Bernardino, i Mc Donald, che ordinano in gran quantità il prodotto di Ray. Incuriosito da questa bizzarria, Kroc decide di fare un lungo viaggio per raggiungere i due fratelli, scoprendo un nuovo concetto di ristorante ed una possibile fonte di guadagno.

Salutare o meno, il McDonald's ha avuto nel mondo un successo straordinario considerando la stima per cui nutra l'1% della popolazione mondiale ogni giorno. Il lungometraggio di Hancock non lascia dubbi. Fidatevi, è genuino (almeno questo).

Curioso è che sia stata una canzone a trainare l'intero progetto, “Boom, like that” di Mark Knopfler basata sulla storia di Kroc. The founder procede con gli stessi passi di una canzone, film ritmato con maestria e accuratezza, impreziosito da una regia mai sbavata. Hancock restituisce il “fast” scoperto dai fratelli Mc Donald già dal montaggio incredibilmente sincopato, un continuo battere di ciglia perpetuo, raccordi accelerati che scandiscono il tempo come un basso in un pezzo jazz. Qualcosa che ha ricordato i tempi di Whiplash, pur non eguagliandoli completamente. Immancabile dunque l'accompagnamento musicale che non solo riempie i tempi morti, ma incornicia un po' tutte le sequenze della pellicola.

Ma è compito del premio oscar Michael Keaton incarnare in un solo uomo ogni aspetto del sogno americano; è lui a tenere le redini della messa in scena, regalando una splendida performance da ogni punto di vista. C'è la mimica dell'oratore persuasivo, i bellissimi monologhi permeati dal crescente climax (stupefacente l'aneddoto dell'uovo e la gallina per parlare di domanda e offerta sul mercato). Nota di merito allo sceneggiatore Siegel che costruisce la sagoma di chi fa un sogno immenso, come Ray, quando vede per la prima volta il Mc Donald.

The Founder, al di là della tecnica, della scrupolosità e della palpabile voglia di raccontare una storia mai messa sullo schermo, è un film che consente di trovare la verità che giace su quell'impero che almeno una volta al mese (non facciamo i puristi) riempie il nostro stomaco. Alla fine degli archi dorati c'è l'America, c'è il simbolo del consumismo, ma c'è anche un furto, o meglio un imbroglio. Ray Kroc, seppure risulti come fondatore del Mc Donald's, altro non è se non colui che ha creduto con maggiore forza al sogno di qualcun altro. Un usurpatore forse, cinico e individualista, ma il mondo delle finanze, lo sappiamo, sega le gambe a chi non è disposto ad accettare tutte le regole del gioco. “Un impero non si fonda sul ricavo centesimale degli Hamburger”, la parola chiave è perseveranza, anche quando non ci si sa guardare neanche più allo specchio.

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Luca Cardone

Appassionato di letteratura classica, divoratore di testi teatrali e immancabilmente cinefilo nel midollo.

Follemente innamorato dello scrittore austriaco Thomas Bernhard.

Consacra la sua vita accademica alla filosofia, amalgamando gli antichi studi libreschi con la materia del cinema.

Aspirante scrittore con il sogno nel cassetto della regia; non è insolito sentirgli dire: dopo Tarkovskij se proprio c'è qualcuno quello è Dio.

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