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#La Battaglia di Hacksaw Ridge e la "quasi" resurrezione di Mel Gibson

HACKSAW RIDGE

regia: Mel Gibson
fotografia: Simon Duggan 
sceneggiatura: Andrew Knight, Robert Schenkkan
montaggio: John Gilbert
musiche: Rupert Gregson-Williams
cast: Andrew Garfield, Teresa Palmer, Sam Worthington, Vince Vaughn, Luke Bracey, Hugo Weaving, Rachel Griffiths, Richard Roxburgh
 
anno: 2016
nazione: Stati Uniti
produzione: Cross Creek Pictures, Demarest Media, IM Global
distribuzione: Eagle Pictures
genere: drammatico, guerra
data uscita in Italia: 2 febbraio 2017
durata: 131 min
giudizio complessivo: 
impegno: 

Dopo dieci anni di silenzio registico arriva nelle sale italiane il nuovo film di Mel Gibson “La battaglia di Hacksaw Ridge”. Potrete vederlo dal 2 febbraio al cinema.

Il giovane Desmond Doss si arruola nell'esercito americano per combattere la battaglia del pacifico ad Okinawa. Da obiettore di coscienza però non gli è permesso sparare ed uccidere. Quella di Doss sarà una doppia guerra contro i compagni di plotone ed i nemici giapponesi, nel tentativo di fare la propria parte di medico sul campo di battaglia.

 

La battaglia di Hacksaw ridge andrebbe ad incarnare la resurrezione della star holliwoodiana, ma meno rigorosa e memorabile di quella che lui stesso ci mostrò nel 2004 con La passione di Cristo. Seppure la carriera e la vita privata del regista siano stati in passato una vera e propria via crucis , la sua ultima opera non giunge come sfarzosa rinascita, non una mina fatta brillare ma un colpo silenziato sparato in acqua.

 

Ancora di passione possiamo parlare perché quello raccontato da Gibson è un cammino spirituale, non più del Cristo, ma di un soldato obiettore di coscienza, un avventista del settimo giorno. Desmond Doss decide di seguirei i passi di suo fratello, contro il volere del padre, veterano di guerra, arruolandosi nell'esercito per la guerra di Okinawa sul pacifico. Ma Desmond ha un problema grave, e forse anche Gibson nel confezionare con del polistirolo una questione che andava sviscerata in modo sapiente e con tocco registico decisamente più profondo. Il giovane arruolato non tocca le armi, non spara né tanto meno uccide qualcuno. Il “non uccidere” contenuto nei dieci comandamenti qui non è un pilastro fondante dell'autocoscienza di Doss ma una carogna, un cavillo politico-religioso che Desmond porta all'esasperazione nella sequenza in cui trascina il suo superiore ferito con un telone mentre questo spara i nemici alle sue spalle. Insomma, io non posso uccidere e tu non puoi camminare, ma se io faccio da traino possiamo (noi) fare una strage.

Neanche a dirlo ovviamente il giovane dal forte credo sente Dio dalla sua parte, percepisce il dovere divino mentre sulla testa sibilano le pallottole e il fumo invade i polmoni. Desmond cerca d'arrivare dove gli altri non arrivano, dove chi non ha Dio si ferma. Sarà il giovane “non belligerante” a tornare indietro salvando numerosi compagni già dati per dispersi. Gibson racconta quella che è una storia vera un po' come gli pare, utilizzando una retorica filmica pervasa dal qualunquismo, che fa ricordare con giustificata nostalgia -per nulla colmata- film come “Salvate il soldato Ryan” e Full Metal Jacket, perché Gibson non si è risparmiato neanche le torture da camerata militare, ma del sergente Hartman non c'è traccia.

 

Il fondamentalismo religioso di Gibson non è un segreto così come non lo sono le sue “marachelle” da star e qualche altra dichiarazione poco felice. Se l'autocratica del regista circa il proprio bipolarismo etico fosse spalmata di riflesso sul suo operato cinematografico, e quindi La Battaglia di Hacksaw Ridge fosse volutamente la dimostrazione della propria incoerenza, ecco, forse potremmo parlare di qualcosa di poco più interessante. Se...Ma... 

Avete gia' visto questo film? Lo andrete a vedere? Condividete l'opinione di Luca o siete di un altro parere? Lasciateci un commento con i vostri pensieri sotto!

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Luca Cardone

Appassionato di letteratura classica, divoratore di testi teatrali e immancabilmente cinefilo nel midollo.

Follemente innamorato dello scrittore austriaco Thomas Bernhard.

Consacra la sua vita accademica alla filosofia, amalgamando gli antichi studi libreschi con la materia del cinema.

Aspirante scrittore con il sogno nel cassetto della regia; non è insolito sentirgli dire: dopo Tarkovskij se proprio c'è qualcuno quello è Dio.

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