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#Autobahn-Fuori controllo. La recensione

AUTOBAHN - FUORI CONTROLLO

 
regia: Eran Creevy 
fotografia: Ed Wild
sceneggiatura:  Eran Creevy,  F. Scott Frazier
montaggio:  Chris Gill
musiche:  Ilan Eshkeri
cast: Nicholas Hoult, Felicity Jones, Anthony Hopkins, Ben Kingsley, Marwan Kenzari, Aleksandar Jovanovic, Clemens Schick, Christian Rubeck, Erdal Yildiz
 
anno: 2016
nazione: Germania, Gran Bretagna 
produzione: 42, Automatik Entertainment, DMG Entertainment
distribuzione: M2 Pictures
genere: azione
data uscita in Italia: 16 febbraio 2017
durata: 99 min
giudizio complessivo: 
impegno: 

Autobahn è un film fuori controllo in tutti i sensi. Requisito necessario per la visione è la passione per auto e inseguimenti, oltre una buona resistenza delle tempie. Dal 16 febbraio al cinema. 

Casey e Juliette sono due giovani americani che si incontrano in Germania e si innamorano. Quando a Juliette viene diagnosticata una grave malattia, Casey torna a alle dipendenze del folle criminale Geran per pagare le cure di Juliette. La missione di Casey prevede il furto di un camion carico di droga ai danni del più potente trafficante della zona, Hagen.

Se siete appassionati di corse clandestine, sparatore e inseguimenti, e in tutto ciò non avete problemi d'epilessia, più che consigliare questo film vi suggeriamo almeno di portare con voi in sala un paio di pillole per il mal di testa.

Qui tutto è fuori controllo, ma per davvero. Sul set nessuno è stato in grado, neanche per un secondo, di guardare con occhio critico l'operato di Eeran Crevy e del suo collaboratore Scott Frazier. Il risultato è estremo, un film che supera i limiti del sopportabile.

Autobahn è un surrogato della saga di Fast and Furious in cui sfrecciano solo Volkswagen. Ai limiti del credibile, il film non è riuscito a restare aggrappato ai più importanti limiti del passabile. Sapendo d'entrare in sala per la visione di un film lontano dai propri generi viene automaticamente sancito un patto tra spettatore e regista in cui il primo chiede al secondo il minimo sindacale, un minimo la cui assenza porta al totale alienamento di chi non sa più come proteggere vista ed udito da una carrellata martellante di proiettili e fischi di freni. Le accelerate le diamo per scontate. La frammentazione nervosa del montaggio, funzionale alla fermentazione dell'adrenalina, è una giostra impazzita che super presto il punto di non ritorno. Ma arrivati a questo punto Autobahn non ha ancora mostrato le sue carte peggiori. Nei pochi momenti in cui le scarne sagome del film, più simili a cavalli da corsa che a veri personaggi, hanno i piedi per terra e non sui pedali delle auto rubate, vengono scoperchiate le parti più deboli. La sceneggiatura scava delle voragini incolmabili lì dove avrebbe dovuto riempire gli spazi vuoti di un film nato per la passione accecante dei motori. Autobahn vi offrirà dei monologhi che superano la soglia del banale e del patetismo, imbarazzanti più che altro. Patetico è Casey, ormai stremato da una ventina di incidenti stradali (se la cava con un paio di graffi) che in virtù dell'amore per la bella Juliette continua a sfuggire alla sua esecuzione mentre i suoi nemici si lasciano distrarre banalmente tutte le volte. Si libera in uno sfogo con un silenzioso operatore di un distributore di benzina che, impietosito dal racconto delle imprese del fuggitivo, gli concede il carburante.

Va qui approfondito il “caso Hopkins”, che negli ultimi tempi si lascia selezionare per copioni come questo, intrappolato nell'interpretazione di se stesso. Ormai lo si vede in scena nei soli panni dell'astuto filantropo che precede gli altri sempre di un passo, con la calma di chi detiene il potere in ogni situazione. Un donarsi al cinema che consuma e si consuma nello stesso atto della proiezione, che non fa da piedistallo intarsiato alla sua brillante carriera ma al massimo una zavorra. Il suo calibro si lascia stuprare da una pellicola che va alla deriva, e Hopkins con essa.

Autobahn è una “sgasata” fuori controllo che ha superato tutti i limiti previsti. Andrebbe confiscata la patente.

Avete gia' visto il film? Lo andrete a vedere? Condividete l'opinione di Luca o siete di un altro parere? Lasciateci un commento con i vostri pensieri sotto!

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Luca Cardone

Appassionato di letteratura classica, divoratore di testi teatrali e immancabilmente cinefilo nel midollo.

Follemente innamorato dello scrittore austriaco Thomas Bernhard.

Consacra la sua vita accademica alla filosofia, amalgamando gli antichi studi libreschi con la materia del cinema.

Aspirante scrittore con il sogno nel cassetto della regia; non è insolito sentirgli dire: dopo Tarkovskij se proprio c'è qualcuno quello è Dio.

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