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#La notte degli oscar. Ecco i vincitori


Presentata dal comico Jimmy Kimmel, la cerimonia di premiazione degli oscar ha dato spazio, come ogni anno, a momenti musicali tra cui le esibizioni di Justin Timberlake e Sting che hanno animato la grande platea del Dolby Theatre di Los Angeles.

Hanno sfilato, oltre a registi, attori e tecnici, anche commenti caldi e frecce appuntite scagliate contro il colpitissimo presidente degli Stati Uniti d'America , Donald Trump, nemico giurato in dell'intero ambiente artistico-cinematografico americano. Rumorosissimo l'oscar al miglior film straniero per Farhadi, non presente alla cerimonia per opposizione alla chiusura della frontiera americana nei confronti delle sei nazioni mediorientali ritenute pericolose. Insomma, tanti e forse troppi fraseggi politici per questa edizione che per troppi istanti ha dimenticato di celebrare il solo e puro cinema. Certo, il cinema è anche politica, ma non può circoscriversi in essa. 

Tanta delusione per il mancato oscar di Rosi per il suo Fuocoammare, così apolitico nonostante i temi e la dilagante attualità. Forse proprio l'incapacità di lasciarsi sbandierare in un corteo di protesta ha lasciato correre poco più avanti film come Made in America, utile alla protesta statunitense di questi tempi. Grande sorpresa anche per La La Land che, pur portando a casa un modesto bottino come 6 oscar non è stato in grado di dare corpo alle previsioni che lo rassicuravano come il  film in grado di raggiungere i super premiati Titanic e Il signore degli anelli (partito con 14 candidature). Meritato l'oscar di Affleck che ha scavalcato sia Gosling che Washington, quest'ultimo che forse forse non ha proprio ingoiato per bene il boccone amaro della sconfitta. Telefonato l'oscar della bella Stone, giunto alla sua seconda candidatura. Infine, clamorosa la vittoria di Moonlight come miglior film, clamorosa soprattutto se si considera che in una prima battuta il premio sia stato assegnato a Chazelle per La La Land, ma un successivo colpo di scena ha svelato l'errore della busta sbagliata ed ha strappato via le statuette dalle mani del cast intero, tra l'imbarazzo generale, per poi consegnarlo al gruppo di Moonlight, a quelli che ancora non ci credono e che farebbero bene a non crederci mai. 

Qui di seguito tutti i premiati in questa lunga notte da oscar:

Miglior film

Moonlight - Barry Jenkins

 

Miglior regia

Damien Chazelle - La La Land

 

Miglior attore protagonista

Casey Affleck - Manchester by the Sea

 

Miglior attrice protagonista

Emma Stone - La La Land

 

Miglior attore non protagonista

Mahersala Ali - Moonlight

 

Miglior attrice non protagonista

Viola Davis - Barriere

 

Miglior sceneggiatura non originale

Barry Jenkins - Moonlight

 

Miglior sceneggiatura originale

Kenneth Lonergan . Manchester by the Sea

 

Miglior fotografia

Linus Sandgren - La La Land

 

Miglior scenografia

David Wasco, Sandy Reynolds- La La Land

 

Miglior montaggio

John Gilbert - La battaglia di Hacksaw Ridge

 

Migliore colonna sonora

Justin Hurwitz – La La Land

 

Miglior canzone

City of Stars – Justin Hurwitz – La La Land

 

Migliori effetti speciali

Robert Legato, Adam Valdez – Il libro della Giungla

Miglior film straniero

Asghar Farhadi – Il Cliente

 

Miglior cortometraggio

Anna Udvardy, Kristof Deak - Sing

Miglior film d'animazione

Byron Howard, Rich Moore - Zootropolis

 

Miglior cortometraggio d'animazione

Alan Barillaro, Marc Sondheimer - Piper

 

Miglior cortometraggio documentario

Joanna Natasegara - The White Helmets

 

Miglior trucco

Giorgio Gregorini, Alessandro Bertolazzi, Christopher Nelson - Suicide Squad

Migliori costumi

Colleen Atwood

 

Miglior documentario

Ezra Edelman, Caroline Waterlow - O.J.: Made in America

Miglior montaggio sonoro

Sylvain Bellemare - Arrival

 

Miglior sonoro

Peter Grace - La battaglia di Hacksaw Ridge

Luca Cardone

Appassionato di letteratura classica, divoratore di testi teatrali e immancabilmente cinefilo nel midollo.

Follemente innamorato dello scrittore austriaco Thomas Bernhard.

Consacra la sua vita accademica alla filosofia, amalgamando gli antichi studi libreschi con la materia del cinema.

Aspirante scrittore con il sogno nel cassetto della regia; non è insolito sentirgli dire: dopo Tarkovskij se proprio c'è qualcuno quello è Dio.

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