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#Omicidio all'italiana: "Quasi" come ai vecchi tempi

OMICIDIO ALL'ITALIANA 

regia: Maccio Capatonda  
fotografia: Massimo Schiavon
sceneggiatura: Marcello Macchia, Gianluca Ansanelli, Luigi Luciano, Daniele Grigolo, Danilo Carlani, Sergio Spaccavento 
montaggio: Giogiò Franchini
musiche: Lorenzo Tomio
cast: Maccio Capatonda, Herbert Ballerina, Ivo Avido, Sabrina Ferilli, Fabrizio Biggio, Antonia Truppo
 
anno: 2017
nazione: Italia
produzione: Lotus Production 
distribuzione: Medusa Film
genere: commedia
data uscita in Italia: 2 marzo 2017
durata: 99 min
giudizio complessivo: 
impegno: 


Omicidio all'italiana, Maccio Capatonda, Herbert Ballerina e la satira all'informazione mediatica nostrana. Il film è al cinema dal 2 marzo.

Approfittando della morte accidentale di una contessa residente ad Acitrullo, il sindaco Peluria e suo fratello inscenano un caso di omicidio per portare i riflettori della cronaca sul paese sperduto tra i monti abruzzesi.

 

 

Per certi versi quella di Maccio Capatonda è una sorta di rinascita. Italiano medio, pur avendo divertito parte del pubblico, ha lasciato qualche perplessità per la comicità demenziale oscurata da un “non so chè” di troppo costruito e pretenzioso, uno svilimento conforme al panorama comico di un cinema italiano ormai alla deriva del volgare.

Omicidio all'italiana rispolvera felicemente quell'interazione stupida e genuina con il suo pubblico, sinceramente manicomiale, che fa da specchio riflettente dei vecchi e antichi successi del mondo capatondiano. Non si parla di un semplice rispolverare il passato, ma di un ritorno rinfrescato, con qualche traccia (mai fastidiosa) di convenzionalismo che consente sia di riempire le sale, sia di soddisfare le pretese di chi il percorso di Marcello Macchia e compagnia lo conosce bene.

 






I fratelli Peluria, personaggi grotteschi ripresi dal contesto televisivo di “Mario” (ma solo per il nome) vengono inseriti nel contesto frastornante e rumoroso di una società affascinata dalla tragedia, dai programmi televisivi con impronta seriosa che in troppi casi si affiancano alle vere indagini della polizia, qualche volta superandole anche. Omicidio all'italiana estremizza comicamente quella certa tendenza dello spettatore medio italiano. Raggiunge punti di picco (e si ride davvero) grazie ad astuti giochi di parole originali ed intelligenti. Nel film non mancano frecciatine dirette alla politica che soggiace e si alimenta attraverso il populismo sfrenato, segno dell'attenzione culturale dell'autore rispetto al proprio tempo. Non manca neanche il finale carico di sorpresa che sembra riferirsi cinematograficamente ad altre pellicole Hollywoodiane decisamente poco più serie, sintesi capatondiana di Norman Bates di Psycho e l'uomo dalle personalità multiple del recentissimo Split. Ma non sveliamo altro.

 

Ma un film caparbio e ostinato sulla critica contemporanea sarebbe stato una goccia nel mare. Maccio Capatonda sceglie di prendere tutto ciò solo come sfondo, una scenografia in cui far muovere i suoi personaggi brillantemente idioti e dai costumi semplici, persi ( e forse salvi) in quei luoghi dimenticati dai media, quei “paesi dei coppoloni” che piacciono tanto a Vinicio Capossela.

Avete gia' visto questo film? Lo andrete a vedere? Condividete l'opinione di Luca o siete di un altro parere? Lasciateci un commento con i vostri pensieri sotto!

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Luca Cardone

Appassionato di letteratura classica, divoratore di testi teatrali e immancabilmente cinefilo nel midollo.

Follemente innamorato dello scrittore austriaco Thomas Bernhard.

Consacra la sua vita accademica alla filosofia, amalgamando gli antichi studi libreschi con la materia del cinema.

Aspirante scrittore con il sogno nel cassetto della regia; non è insolito sentirgli dire: dopo Tarkovskij se proprio c'è qualcuno quello è Dio.

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