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#In viaggio con Jacqueline: una commedia bovina

LA VACHE

regia: Mohamed Hamidi
fotografia: Elin Kirschfink
sceneggiatura: Alain-Michel Blanc, Fatsah Bouyahmed, Mohamed Hamidi
montaggio: Marion Monnier
musiche: Ibrahim Maalouf
cast: Fatsah Bouyahmed, Jamel Debbouze, Lambert Wilson, Julia Piaton, Hajar Masdouki, Patrice Thibaud
anno: 2016
nazione: Algeria, Francia 
produzione: Quad Productions
distribuzione: Teodora Film
genere: commedia
data uscita in Italia: 23 marzo 2017
durata: 91 min
giudizio complessivo: 
impegno: 

Il road movie del regista algerino Mohamed Hamidi che ci accompagna fino a Parigi, mano nello zoccolo con una vacca. In viaggio con Jacqueline è al cinema il 23 marzo.

Fatah, contadino di un paese algerino spera di poter partecipare al salone dell'agricoltura di Parigi portando con se la sua cara vacca Jacqueline. Ricevuto finalmente l'invito, Fatah si mette in viaggio con il supporto della sua comunità per raggiungere la capitale francese prima della chiusura del concorso. Incontra sul suo cammino personaggi tanto diversi quanto disponibili ad aiutarlo nella sua impresa. 

 

 

I produttori sono gli stessi di Quasi Amici. Per Hamidi questa è solo la seconda opera. In viaggio con Jacqueline (La Vache) è un effettivo on the road allegro, caldo e accogliente, che profuma d'affetto e familiarità. Forse profuma anche troppo. 

Hamidi è un buonista, un filantropo che non si nasconde, che scommette all'infinito sui sentimenti genuini dello straordinario protagonista che ha messo in piedi. La stramba coppia che il regista algerino muove tra il paesino sperduto di Fatah e la maestosità di Parigi, sprizza amore di continuo, un sentimento profondamente ingenuo e reso scevro d' ogni tipo di razionalità. Non ha importanza il fatto che Jacqueline sia assolutamente estranea al grande affetto di Fatah perché barricata nella sua sfera animalesca; il suo amorevole padrone le da tutte le cure del mondo, quelle necessarie e quelle del tutto superflue, pateticamente umane. Fatah è un uomo patetico, un emarginato che vive nel suo mondo senza neanche notare lo scherno di chi gli sta attorno. Visto come uno schiavo delle proprie follie, il simpatico e stralunato contadino algerino è un uomo libero dai pregiudizi, e questo fa di lui un protagonista tanto strano quanto magnetico. 

 

Un on the road rispettabile deve raccontare un ventaglio di vite allargato, multietnico e plurimo. In viaggio con Jacqueline collega la vita dell'uomo aristocratico caduto in miseria alla riscoperta del piacere della vita col mattacchione del cognato di Fatah che ormai ha cambiato vita e non ha il coraggio di dare proprie notizie al villaggio e a suo padre. Un trio, pardon, un quartetto (contando la vacca) bizzarro e polivalente, che tiene da parte le differenze per sottolineare le uguaglianze.

Seppure in modo assolutamente involontario, nel film di Hamidi aleggia un sospiro politico, un nastro sottile ma percepibile che non si può fare a meno di ignorare e che tuttavia non disturba. C'è la rivolta dei contadini e degli allevatori; c'è il tema dello straniero che varca la frontiera portando sulla schiena il peso del dubbio che spaventa l'altro. 

Mastodontica nel progetto di Hamidi la presenza del paesaggio rurale. La Vache è una immersione in una porzione di mondo cangiante e rilassata, che rivela un lato umano sempre represso e metropolitano. Hamidi racconta ciò che gli sta a cuore anche grazie alla straordinaria interpretazione di Fatsah Bouyahmed, eccentrico e forsennato nei modi di fare. Forse non si poteva inglobare attore migliore per un progetto come questo. Iconico, e forse troppo, un Lambert Wilson fuori luogo, un pesce fuori d'acqua che sembra chiedersi il motivo della sua presenza sul set. Una scelta ragionata male, costosa e inesatta.

 

In viaggio con Jacqueline si offre come film per famiglie, divertente e mai sbavato, sempre sulle sue; una confezione linda e genuina. Un eccesso di amore e comprensione forse troppo luminoso, quando invece qualche macchia qui e là avrebbe reso tutto più simile al verde ed aspro mondo rurale tanto caro al regista.

Avete gia' visto il film? Lo andrete a vedere? Condividete l'opinione di Luca o siete di un altro parere? Lasciateci un commento con i vostri pensieri sotto!

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Luca Cardone

Appassionato di letteratura classica, divoratore di testi teatrali e immancabilmente cinefilo nel midollo.

Follemente innamorato dello scrittore austriaco Thomas Bernhard.

Consacra la sua vita accademica alla filosofia, amalgamando gli antichi studi libreschi con la materia del cinema.

Aspirante scrittore con il sogno nel cassetto della regia; non è insolito sentirgli dire: dopo Tarkovskij se proprio c'è qualcuno quello è Dio.

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