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#Non per la mia, ma per la sua salvezza

MIO ASSOLUTO AMORE

autore: Gabriel Tallent
editore: Rizzoli
genere: Narrativa
anno: 2018
lunghezza di stampa: 414 pagine
ISBN: 978-88-170-9952-3

Anna le crede, e per prima, lei ci crede e non sopporta che ci siano persone al mondo che la pensano diversamente…

Poi pensa: tu corrompi quello che sei e una volta che cominci a mentire continui a mentire e cominci a vedere quello che ti conviene e una volta arrivata li è difficile tornare indietro. Così dice sempre il nonno. Magari cominci a deformare le cose e non riesci più a vederle com’erano.

E se Anna avesse ragione e io avessi paura di sbagliare?

Pensa: non è strano che Anna mi abbia detto la stessa cosa che mi diceva Martin – che ho paura di sbagliare e quindi ho troppa paura anche solo per provarci? Non è strano che tutti e due vedano la stessa cosa in me, la mai esitazione, la mia insicurezza paralizzante? Pensa: è inevitabile fare errori, se non vuoi fare errori resterai sempre ferma all’inizio di ogni cosa, devi smetterla di avere paura. Devi metterti nell’ottica di essere rapida e decisa, o un giorno l’esitazione ti fregherà. …

Non sa neanche lei cosa c’è che non va, ma lo sente, e non vuole ammettere di non sapere da dove venga questa sensazione, o se sia giusta, per cui resta li distesa, muta e immobile, aggrappata a una protesta che non riesce a esprimere, che non riesce nemmeno a trattenere nella mente …

Il nonno diceva sempre: «Quando una bambina sa il nome di qualcosa, pensa di sapere tutto di quella cosa, e smette di guardarla. Ma non c’è niente in un nome, e dire che conosci il nome di qualcosa è come dire che non conosci niente».

«Non pensare mai che il nome sia la cosa, perché ci sono solo le cose, e i nomi sono trucchi, semplici trucchi per aiutarti a ricordare»…

Aspetta e la sua attesa e il suo silenzio sono una disciplina per sostituire il dolore vero, eppure ci sprofonda, nel dolore, la guancia contro il pavimento, il respiro lieve, con le ore che passano e ogni ora è uguale alla prima, ogni respiro uguale all’ultimo, a guardare i pesciolini d’argento che si muovono nelle fessure fra le assi, una sensibilità che non usa da troppo tempo si risveglia in lei e lei lo percepisce, quell’accumularsi del dolore, ma gioca con lei a “un, due, tre stella!” e quando lo guarda è lontano e immobile, quando invece sospende il pensiero, li distesa per terra a fissare le assi senza pensare, allora lo sente avvicinarsi finchè non le entra dentro, il dolore sazio del vuoto incustodito della sua mente, come ravanelli selvatici che fioriscono in un campo vuoto. Ha trovato intere parti di se stessa che lei per prima ignorava di avere.

Un romanzo che è come quei cibi troppo piccanti, troppo speziati, troppo tutto ma che deliziano il palato mentre li gustiamo.

Ecco il romanzo di esordio di Tallent è così.

Ha bisogno di tempo per essere metabolizzato e digerito. Una lettura che ne vale la pena dalla prima all’ultima riga. E come quando ci si fa un tatuaggio, fa male ma ci piace guardarlo e farcelo ammirare.

La storia non è di quelle più semplici, a volte viene voglia di chiudere il libro e smettere di leggerlo, non scoprire, nascondersi dietro all’illusione che no, non può essere, non può succedere.

Ma non ci si riesce. È come se Turtle, la protagonista, venisse a bussare alla porta della nostra coscienza e ci dicesse: «scopri, scopri di più, leggi ancora e scoprirai qual è il mio vero nome. Leggi e scopri tutto di me, ti prego».

A volte, anche se si sa che “questo” può essere sbagliato, anche se lo si sa bene, c’è bisogno di una scintilla che quella scintilla diventi fuoco, e da fuoco inizi ad ardere fino a diventare un vasto incendio allo scopo di farlo vedere a qualcuno da lontano, molto lontano e ci venga a salvare.

Mio assoluto amore arde dentro la nostra coscienza fin dopo che è terminata la lettura.

È un fuoco distruttivo ma anche un fuoco rivelatore, un fuoco che brucia per liberarci dalle sterpaglie e indicarci il sentiero che conduce alla salvezza.

Turtle, correrà il rischio di bruciare perché deve, perché vuole essere salvata, perché sa che oltre a se stessa bisogna salvare Cayenne.

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