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#La gentilezza della vittima

ARANCIA MECCANICA

autore: Anthony Burgess
editore: Einaudi
genere: fantascienza, distopia
anno: 1962
lunghezza di stampa: 240 pagine
ISBN: 978-88-06-2222-84

"Raccontami bene tutto, disse lui, …
Gli raccontai bene tutto, da cima a fondo…
Tu hai peccato, immagino, ma la tua punizione è stata davvero sproporzionata. In fondo eri un essere umano, e loro ti hanno cambiato in qualcos’altro. Non sei più in grado di scegliere. Ora sei obbligato a compiere soltanto delle azioni socialmente accettabili, come una macchina capace di fare solo il bene. Oh, capisco benissimo … Anche quella faccenda del condizionamento marginale.
Ma il vero peccato sta nell’intenzione essenziale. Un uomo che non può scegliere cessa di essere un uomo."

Peculiarità di questo romanzo è innanzitutto il linguaggio, scritto in “slang”.

È il protagonista, Alex, a narrare in prima persona la storia, e quello che sorprende è che non si giustifica mai per le sue azioni, non prova rimorso, anzi spesso si ha il senso che si senta “vittima” dei soprusi e delle sofferenze a cui è sottoposto dal destino e dalla società e dai suoi “Amici”.

Gli si sente ripetere, spesso, che lui non può fidarsi di nessuno.

Quello che più fa riflettere è anche i suoi genitori sono succubi di questo figlio e non riescono ad imporre la loro autorità, sono remissivi, fin troppo sottomessi.

Alex ha un banda, e insieme agli altri, di notte, compie rapine, stupri e altre violenze per la città, fino a che una notte si introduce nella casa di una vecchia signora e la uccide. Scoperto dalla polizia viene arrestato e condannato a 14 anni di carcere.

Malgrado la sua natura violenta, è molto intelligente, è un grande cultore di musica, soprattutto classica ed è un grande estimatore di Beethoven (La Nona è l’aria più amata da Alex); durante la sua permanenza riuscirà ad ingraziarsi anche il cappellano. Per quanto, però, punti sulla buona condotta e farsi assegnare uno sconto di pena, non saprà dominare la sua natura violenta tant’è che una notte ucciderà un suo compagno di cella.

A seguito di questo ennesimo omicidio gli verrà offerta la “possibilità” di sottoporsi ad un trattamento scientifico, la cosiddetta cura Ludovico, che gli permetterà, alla fine della terapia, di tornare un uomo libero perché incapace di commettere qualsiasi sorta di violenza.

Uscito dal carcere si troverà senza una casa dove poter tornare a vivere, e finirà ad essere ospite del famoso scrittore che a suo tempo fu vittima di Alex e la cui moglie, per causa sua, si suicidò.

E dopo l’incontro con Pete, suo ex compagno di banda, forse un nuovo Alex camminerà per quelle strade, (e se un giorno seminava violenza, forse ora progetta un nuovo futuro).

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