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#Il bambino che torna da lontano

IL BAMBINO CHE TORNA DA LONTANO

autore: Stefano Ferri
editore: Robin edizioni
genere: narrativa
anno: 2016
lunghezza di stampa: 218 pagine
ISBN: 978-88-67-4074-39

Come cosa c’entra? Vuoi dirmi che è un caso?

Fulvio si fece serio. No che non è un caso, mormorò.

Nulla succede per caso. ….

come un cassetto del comò.

Comunque non contava quando o dove l’avesse

vista. Contava che ne aveva serbata una memoria

subdola – uno di quei “rimossi” da cui dipendono

il nostro carattere e il nostro destino, avrebbe detto

Giulia.

Uno di quei rimossi che condizionano i rapporti

con le persone e l’andamento della vita.

Che ti rendono insoddisfatto. Incompleto. Invidioso.

Che ti inoculano una terribile nostalgia di tua

madre dopo avertela fatta odiare al di là dei suoi

demeriti.

O che ti spingono ad azioni incomprensibili,

come quando accetti gli inviti degli sconosciuti nel

giorno in cui compi trent’anni.

E così via, in un crescendo di riferimenti puramente

voluti.

 

La prima parte del romanzo non è per nulla avvincente, ma superate le 50 pagine la storia inizia ad avere corpo e ad entusiasmare il lettore.

Alcuni passaggi sono poco sviluppati mentre la trama è sempre chiara e scorrevole, ma tutto sommato è una piacevole lettura.

A volte il destino ha molta più fantasia di noi.

Se un giorno incontri per caso una persona e all’improvviso è come se la conoscessi, è come se fosse parte di te, che faresti?

È la storia sofferta di una madre.

È la storia di un uomo che non vuole più vedere la madre.

È la storia dello stesso uomo che riscopre un segreto che molto probabilmente aveva scoperto nella sua infanzia.

È un segreto che ricolma il cuore d’amore.

È il perdersi e il ritrovarsi allo stesso tempo.

Dopo la lettura ti resta la sensazione di voler incontrare i protagonisti ed abbracciarli.

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