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#Il cinema secondo Hitchcock

IL CINEMA SECONDO HITCHCOCK

autore: François Truffaut
editore: Il Saggiatore
genere: saggistica
anno: 1966
lunghezza di stampa: 322 pagine
ISBN: 978-88-42-8200-86

Un libro da leggere anche se il cinema dista da noi anni luce. Perchè sono tutte parole che toccano l' Arte in generale. Un manuale per gli artisti: ecco come lo si potrebbe definire.

Perchè no: una guida per tutti. Basterebbe solo il fatto che le parole che vi si trovano scritte provengano da due immensi artisti così come lo sono i due dialoganti. Proprio di un dialogo si tratta: domanda e risposta. Provocazione, parere personale di un giovane Truffaut e atteggiamento di disponibile ascolto da parte del Maestro.

Assistiamo ad un dialogo e ne siamo gli spettatori prediletti, potendone cogliere gli aspetti per noi più stimolanti.

La differenza tra suspence e sorpresa: la prima ottenuta rendendo il pubblico partecipe dell' accaduto e proprio per questo motivo di effetto più durevole. La seconda tipica del Whodunit, film lontano dalla poetica del Maestro, che rivela solo alla fine chi sia stato il colpevole.

Il rapporto con la verosimiglianza, la volontà di creare emozione esclusivamente attraverso l' immagine riducendo al minimo la quantità di parole. Desiderio che lo ha allontanato spesso dal parere dei critici "amici fautori della verosimiglianza".

L' importanza conferita agli attori che interpretano le parti secondarie: più il personaggio del cattivo risulta efficace più il film ne esce riuscito. Gli attori a lui imposti dai contratti con le case cinematografiche che lui non si nasconde a valutare negativamente e a bocciare.

Non importava come dovessero sentirsi Cary Grant e Ingrid Bergman durante la scena del lungo bacio in Notoriuos: priorità assoluta alla scena e a quello che si sarebbe visto sullo schermo. Che importa se i due attori avessero dovuto baciarsi stando in ginocchio su un tavolo!

Film-sogno: la logica dell' esperienza onirica si riflette molto nel suo cinema. Paure che si sviluppano secondo i rapporti spazio-temporali non convenzionali. Manie infantili che riemergono nei suoi personaggi senza risparmiare i tragici effetti.

L' amore per la tecnica considerata come massima espressione di emozione. Esaltazione, quindi, della forma a discapito della narrazione che, tuttavia, deve risultare chiara e raccontabile prima della realizzazione e alla fine del film compiuto.

Capacità di sintesi. Personali utilizzi dei suoni con la creazione di originali partiture musicali di suoni elettronici.

Nessuno spazio concesso all' improvvisazione: immenso studio preparatorio delle scene e obbligo per i suoi collaboratori di non allontanarsi da quei famosi bozzetti.

Letture personali: biografie di personaggi a lui contemporanei e libri di viaggio. Mai romanzi.

Fautore di scherzi, pauroso della polizia. Inizia a fare la sua arte calcolando che i pochi mezzi economici dovessero bastargli anche per i lunghi spostamenti in treno. Diventa il Maestro del cinema indiscusso. Da non imitare.

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