Log in

#Le piccole cose rimangono impresse, quando non si riesce a pensare al resto che ci sta intorno

IL NUOTATORE

autore: Zsuzsa Bànk
editore: Neri Pozza
genere: Narrativa
anno: 2014
lunghezza di stampa: 288 pagine
ISBN: 978-88-545-0569-8

«Io e Isti eravamo in credito, un credito che non saremmo più riusciti a riscuotere. Quel che eravamo venuti a sapere era già successo da un pezzo, era già passato. Non avremmo mai saputo che cosa stava succedendo alla mamma per esempio adesso che eravamo seduti lì al tavolo, o cosa le sarebbe successo più avanti in estate, mentre nuotavamo nel lago, mentre saltavamo sul prato di Mihàly o ce ne stavamo all’ombra dietro casa. Potevamo soltanto pensare a lei, e lo facevamo.

… Io facevo solo finta di non pensare alla mamma. Ma ci pensavo quando mi svegliavo e la sera sul divano prima di addormentarmi. … Di Isti non ero sicura, forse lui aveva scacciato le immagini quell’estate, li, da qualche parte in uno dei punti più estremi del paese, dove il cielo era più bianco che azzurro, forse aveva detto addio alla mamma già prima, forse gli era riuscito di punirla per quel che aveva fatto non essendoci.

… Io però,io continuai a pensare a lei perché non riuscivo a smettere, c’era qualcosa in me che non me lo permetteva »


 

In un piccolo paese, della provincia ungherese, vivono felici ed innamorati una coppia e i loro due bambini: Kata ed Isti.

Una mattina, come tante, Katalin, la madre, esce per andare a prendere il treno che la porta al lavoro, ma non si volta, come fa tutte le altre mattine, a salutare né Kata né Isti che in piedi dietro la finestra, alzano le loro manine per salutarla.

Inizia così la storia di una madre che, come molti altri in un giorno qualsiasi degli anni cinquanta del secolo scorso, lascia il suo paese dell’est verso una destinazione ed un futuro sconosciuto in un paese dell’ovest.

Kàlmàn, Kata ed Isti per un po’ continueranno a vivere in quella stessa casa, ognuno a modo suo affronterà l’insopportabile disperazione di quell’abbandono; Kàlmàn, sprofonderà in un’inerzia totale finché le voci del paese, che sparleranno perché lascia incustoditi i figli persino sotto la piaggia, lo spinge a vendere tutto ed andarsene rendendoli protagonisti di un viaggio che và di paese in paese e di casa in casa.

Attraverso i ricordi che mano a mano scemano, e con l’aiuto di una scatola piena di fotografie, Kàlmàn, Kata ed Isti,. cercheranno di sopravvivere a quell’abbandono.

Vivranno ancora dei momenti intensi e felici soprattutto quando Kàlmàn nuotando nel lago si spingerà al largo e quando Isti cercherà di imitarlo fino quasi ad eguagliare la bravura del padre.

La storia è narrata in prima persona da Kata, la figlia maggiore, e vedrà molti altri protagonisti oltre a loro tre.

Una storia senza lieto fine, intrisa di malinconia ma scritta bene come solo la penna della Bànk sa fare.

Lascia un commento