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#Bisogna prima perdersi per poi ritrovarsi

LA FAMIGLIA KARNOWSKI

autore: Israel J. Singer
editore: Adelphi
genere: Narrativa Classica
anno: 2013
lunghezza di stampa: 494 pagine
ISBN: 978-88-459-2771-3


“Chissà da dove viene il sangue che lo tiene sveglio la notte, a quali remote generazioni risale? Forse è un lontano avo degli Holbek, uno schiavo oppresso, frustato dal suo padrone. Un servo che per guadagnarsi il pane ha combattuto con truppe straniere, oppure un brigante che tremando davanti agli animali selvatici e al nemico cerca rifugio in una caverna. E forse è invece il lato Karnowski: un poveraccio contro cui un signorotto polacco ha aizzato i cani, o un rabbino che piange la notte per timore della Geenna. L’ereditarietà ha una forza spaventosa, Geroge Karnoski lo sa. Generazioni lontanissime nel tempo riemergeranno nei discendenti. A volte perfino un ramo collaterale, il fratello di una trisavola o la sorella di un trisavolo. Il seme brulica di forze nascoste. Tratti buoni e cattivi sono trasportati da una gocciolina che per una forza misteriosa si slancia verso la procreazione di nuovi individui. È la natura, l’eterno principio di conservazione, gli dicono i colleghi con i quali a volte affronta questo argomento. Ma che cos’è in fondo l’ereditarietà?”

 

Già subito dalle prime pagine di questo libro, si ha l’impressione di trovarsi tra le mani un libro-capolavoro.

È il racconto di tre generazione di una famiglia ebraica.

Il capostipite, amante quasi ossessionato dalla cultura, che crede in essa, la venera e la studia come unica cosa al mondo in grado di poterlo evolvere nella scala sociale. David Karnoski, capostipite di questa famiglia, si metterà addirittura contro il proprio rabbino pur di difendere la cultura e la sapienza. Arriverà ad emigrare, abbandonando il paese natio, per approdare a Berlino culla di quello che lui venera come il cultore della sapienza.

George suo erede invece, di contro, preferirà la vita più dissoluta e godereccia, le baldorie i pub e la buona birra insieme alle belle donne.

Sarà, però, l’amore che nutrirà per una donna che lo porterà sulla retta via, che gli farà amare gli studi che fino al giorno primo disprezzava. E subito dopo la prima guerra mondiale diventerà uno dei più famosi e bravi medici specializzati nel suo campo.

E come lui prima, anche poi, il suo unico genito rinnegherà l’ebraismo.






Sono i primi anni dell’antisemitismo, la seconda guerra mondiale impazza nei campi di battaglia e negli animi.

Jegor perderà la via per poi ritrovarla, ritornando, proprio da suo padre.

Il racconto di tre generazioni che li vede mettersi prima uno contro l’altro poi finire a ritrovare se stessi e la tranquillità proprio nel nido domestico.

Storia per nulla banale, ogni argomento viene toccato senza mai appesantire la storia.

Una scrittura e una trama fluide che non scoraggia, il lettore, a finire le 494 pagine.