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#Qualcuno volò sul nido del cuculo: ferire curando o curare ferendo?

QUALCUNO VOLO' SUL NIDO DEL CUCULO


di Dale Wasserman
dal romanzo di Ken Kesey

 

Versione italiana Giovanni Lombardo Radice


Adattamento Maurizio de Giovanni

 

Regia di Alessandro Gassmann 

 

con Mauro Marino, Marco Cavicchioli, Giacomo Rosselli, Alfredo Angelici, Giulio Federico Janni, Daniele Marino, Antimo Casertano, Gilberto Gliozzi, Gabriele Granito, Giulia Merelli

 

Scene Gianluca Amodio


Costumi Chiara Aversano


Disegno luci Marco Palmieri


Musiche originali Pivio & Aldo De Scalzi


Videografie Marco Schiavoni

 

Produzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini di Napoli

 

Presso Teatro Carcano

 

 

Tratto dall’omonimo romanzo di  Ken Kesey pubblicato nel 1962 da cui nel 1975 è stata tratta la nota versione cinematografica diretta da  Miloš Forman con Jack Nicholson, entrato di diritto tra i classici del cinema internazionale. “Qualcuno volò sul nido del cuculo” narra il tentativo di un delinquente di evitare la pena detentiva fingendosi squilibrato e facendosi internare in un istituto di sanità mentale. Ben presto scoprirà in prima persona, con la lucidità di un sano di mente, che le misure correzionali adottate non sempre sono volte al benessere del paziente.

Nella trasposizione teatrale di Dale Wasserman ripresa nella versione italiana a cura di Alessandro Gassmann, la storia si sposta al 1982, all’Ospedale Psichiatrico di Aversa. L’opera mette nuovamente in luce le debolezze del sistema dei nosocomi psichiatrici, che si rivelano fallimentari nel lo ruolo correzionale, finendo per  “ferire curando e curare ferendo” o meglio, non curando affatto e creando ulteriori danni ai pazienti che, volontariamente o meno, vi si sottopongono alle “cure”.

Si nota come nel personale avviene un processo profondo di regressione della coscienza, con la perdita ogni briciolo di umanità che li porta a considerare gli internati “non persone”, sottoponendoli a continue vessazioni morali e fisiche.

Uno spettacolo lungo e difficile, che scava chirurgicamente nell’indole umana. Un’ottima performance di tutto il cast, che riesce a caratterizzare con misurata sapienza, i difficili ruoli messi in scena.


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