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#I segreti si svelano in milonga

SEGRETI

riduzione teatrale del romanzo “I segreti di una piccola città” (Longanesi Editore, 1994) di Marco Parma (Paolo Pietroni)

 

Regia di Elisabetta Vicenzi

 

con Cesare Cadeo (presentatore), Oscar Vaccari (Nazareno, impiegato di banca), Valentina Mariucci (Amanda, proprietaria di una boutique), Wilma Minuti (Arianna, ingegnere informatico), Enzo di Paola (Gelsomino, archivista), Alfredo Rossi (Piergiorgio, chirurgo plastico), Chiara Vantato (Brigitte, assistente sanitaria), Stefano Bernini (Federico, pittore), Maddalena Alesso (Carmela, colf), Simona Cattaneo (Jolanda, casalinga), Domenico Arena (Silvano, botanico)

 

Musiche interpretate dal trio Las Rositas

 

Presso teatro La Scala della Vita

 

 

La commedia “Segreti” ha inaugurato con l’anteprima del 22 ottobre la stagione 2015/2016 di Teatro Tango (repliche 28-29-30-31 ottobre alle ore 21) al teatro La Scala della Vita, in via Piolti de Bianchi 47 a Milano.
Sul piccolo palcoscenico prende vita la rappresentazione di una milonga dove, attorno a 3 tavolini, siedono 10 persone, 5 uomini e 5 donne fra di loro sconosciute e pronte a dare vita a una serata di tango. A turno, ognuno di essi confida un segreto con stesso spirito con cui si confida un segreto a uno sconosciuto incontrandolo durante un viaggio in treno, consapevole che quello sconosciuto scenderà dal treno in una stazione diversa: mai più avranno l’occasione di incontrarlo di nuovo. Ogni rivelazione è intervallata da un tango, interpretato da due ballerini che interpretano musiche delle Las Rositas e completata dagli interventi del conduttore Cesare Cadeo che legge poesie ispirate alle storie confessate.

Di una commedia si tratta, ma di una commedia amara. La caratterizzazione dei personaggi è fortemente e volutamente accentuata e si passa bruscamente dal divertimento al dramma, dal sarcasmo alla pietà per il la condizione umana. Il tango sembra l’unica medicina capace per un attimo di alleviare le ansie e le sofferenze di una vita in cui l’apparenza maschera l’insoddisfazione esistenziale.

L’interpretazione degli attori è in generale molto buona e fra tutti spiccano, a mio parere, Mariucci, di Paola, Alesso e Arena; una menzione a parte va a Cadeo che ha l’arduo compito di fornire il collante fra i vari monologhi di così diverso tenore.

Il ritmo della commedia a volte soffre un po’ per la lunghezza delle singole esternazioni dei personaggi per la mancanza di dialoghi fra di essi e per una certa ripetitività dell’azione scenica, ma il tutto è ben compensato dalla profondità dei temi trattati che impegnano la mente dello spettatore facendola meditare sui vari aspetti dell’esperienza umana.

In definitiva una “commedia” adatta alle persone a cui piace il tango, il suo spirito, la sua complessità e profondità.


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