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#Next to Normal: difficile curare le ferite dell'anima


NEXT TO NORMAL

musiche: Tom Kitt
testi: Brian Yorkey
regia: Marco Iacomelli
liriche italiane: Andrea Ascari, Marco Iacomelli
adattamento: Marco Iacomelli
coreografo: Gillian Bruce
scene: Gabriele Moreschi
costumi: Maria Carla Ricotti
con Francesca Taverni (Diana), Antonello Angiolillo (Dan), Luca Giacomelli Ferrarini (Gabe), Laura Adriani (Natalie), Renato Crudo (Henry), Brian Boccuni (Dr. Madden/Dr. Fine)
supervisione artistica: Saverio Marconi
supervisione musicale: Simone Manfredini
direzione musicale: Riccardo Di Paola
luci: Valerio Tiberi
suono: Armando Vertullo
una produzione STM in collaborazione con Compagnia della Rancia
presso Teatro della Luna
Giudizio complessivo:
Impegno:


Dopo il successo di Cabaret di quest'autunno, continua lo sforzo della Compagnia della Rancia nel far conoscere al pubblico italiano, musical con una morale: teatro che non è solo intrattenimento ludico e spensierato, ma che affronta temi seri e difficili con un linguaggio apparentemente disinvolto.

STM (scuola di teatro musicale) in collaborazione con Compagnia della Rancia, per tre giorni (26-28 febbraio), il Teatro della Luna di Assago ospita "Next to Normal", musical vincitore di due Tony Awards e un Premio Pulitzer. Uno spettacolo che non è tratto da alcun libro o film di successo: è una drammaturgia pensata e scritta per il teatro, fatto inusuale rispetto alle tendenze attuali del teatro musicale.

Non vogliamo svelarvi la trama rovinandovi la sorpresa, i colpi di scena sono parte fondamentale per la riuscita del messaggio, ma possiamo dire che è un musical che rompe gli schemi e sicuramente non vi lascerà indifferenti.

Una storia cruda ed empatica, che racconta, con delicatezza ed un pizzico di ironia, la vita (quasi normale) di una tipica famiglia composta da Diana ed il marito Dan, il cui ardore si è affievolito con gli anni e la routine familiare fatta di obblighi matrimoniali, cui si fa fronte con la meccanica burocratica della consuetudine, e la cura dei figli Gabe, anticonformista e ribelle, e Natalie, talento musicale con la "sindrome del secondogenito".

Fulcro centrale della storia è la stretta relazione di Diana e Gabe, che porterà a imprevisti risvolti dal forte componente sentimentale. In pratica, può scendere la lacrima.

Una moderna riflessione Tolstojana: "ogni famiglia infelice, lo è a modo suo". Uno spettacolo da vedere e, soprattutto, da SENTIRE, alla cui uscita non si sarà più gli stessi.

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