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COLLABORATORS


di John Hodge
 
traduzione e regia: Bruno Fornasari
scene: Erika Carretta
costumi: Erika Carretta
con Tommaso Amadio, Emanuele Arrigazzi, Michele Basile, Marco Cacciola, Emanuela Caruso, Bruno Fornasari, Enzo Giraldo, Marta Lucini, Alberto Mancioppi, Daniele Profeta, Chiara Serangeli, Umberto Terruso, Elisabetta Torlasco, Antonio Valentino
direzione musicale: 
luci: Fabrizio Visconti
musiche: Rossella Spinosa
Giudizio complessivo:
Impegno:

Lo spettacolo è focalizzato su un tratto di vita di Michail Bulgakov (interpretato dal bravissimo Tommaso Amadio). E precisamente il periodo in cui un generale di Stalin lo esorta a scrivere uno spettacolo sullo stesso dittatore; lo spettacolo dovrà essere pronto e messo in scena per il compleanno di Stalin e dovrà raccontare gli anni giovanili di Stalin.

Bulgakov, intanto, viene esortato da Yelena, sua moglie, a recarsi da un medico per sentirsi dire, sulla sua malattia, quello che già lui stesso sa, essendo egli un medico; non ha che ancora qualche anno di vita, al massimo, prima che entri in coma e muoia.

Dopo varie pressioni e minacce, a lui e a sua moglie, e la promessa che il suo spettacolo su Moliere riceverà il permesso di essere rappresentato, Bulgakov accetta di scriverlo.

L’ispirazione tarda ad arrivare, e una sera Bulgakov riceve una telefonata dallo stesso Stalin. Il dittatore è un grande fan dello scrittore o meglio è il suo fan numero uno.

Gli propone un equo scambio, Stalin scriverà la partitura e Michail si dovrà solo occupare di sbrigare delle noiose incombenze burocratiche e firmare gli incartamenti.

Bulgakov riceverà molti “favori, dall’acqua calda al cibo al caffè. Il suo amico, nonché anch’egli scrittore, Grigory e gli altri inquilini che dividono l’appartamento con lui lo insinueranno di tradimento di aver ceduto al potere del dittatore.

Arriverà la resa dei conti, il testo è pronto ma Stalin non accetterà che se ne faccia una rappresentazione teatrale; ci saranno molte vittime, le purghe staliniane dissemineranno morti anche tra i conoscenti di Bulgakov, e ci sarà, anche, chi si sentirà così impotente ed oppresso che non ce la farà più a vivere.

Non mancano i colpi di scena, lo spettacolo dentro lo spettacolo.

Un cast eccezionale.

Una lunga rappresentazione ma per nulla noiosa.

La scenografia ha, ingegnosamente, ricreato le varie scene con semplici ausili di armadi che diventano porte che delimitano il mondo esterno o ante di credenze che la trasformano in un letto, e con l’effetto delle luci ha saputo ricreare, abilmente, ogni scena.

 

Avete gia' visto lo spettacolo? Lo andrete a vedere? Condividete l'opinione di Tiziana o siete di un altro parere? Lasciateci un commento con i vostri pensieri sotto!

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