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#Cerco la luce, Eureka!

EUREKA

 
creazione: Dance Kataklò Athletic Theatre
ideazione e direzione artistica: Giulia Staccioli
coreografie Giulia Staccioli
collaborazione artistica: Alberta Palmisano
con Maria Agatiello, Giulio Crocetta, Eleonora Guerrieri, Stefano Ruffato, Marco Zanotti
disegno luci Marco Farneti
produzione: Kataklò Athletic Dance Theatre – MITO s.r.l.
Giudizio complessivo:
Impegno:

Eureka, il nuovo spettacolo dei Kataklò Athletic Dance Theatre firmato da Giulia Staccioli è uno spettacolo a step, come una sorta di micro proiezioni di spezzoni di film la cui originalità sta nel far entrare, prima degli artisti, cinque persone del pubblico, che faranno parte, in modo attivo e performativo alla rappresentazione dello spettacolo.

Ecco perché ogni replica di Eureka sarà quindi unica.


 

Buio ed un cono di luce che scende dall’alto, e sulle note di musica classica mani che si levano verso di esso in un atto di presa poiché l’idea si realizza attraverso l'azione e "TU SEI GIÀ L’AZIONE".

Striscia e danza sul palco una crisalide che sotto gli occhi del pubblico cerca di togliersi l’involucro. È la musica la vera protagonista di questa esibizione; la sincronia dei due corpi avvinghiati che diventano un tutt’uno con essa. L’involucro è stato tolto e ne escono fuori due sinuose ballerine che si intersecano come due affluenti minori generando un unico grande fiume.

Sullo sfondo buio di un’ipotetica città quattro funi “piovono” dall’alto divenendo oggetto di contesa di quattro indefiniti personaggi. Inizia un’altra esibizione. Le funi si trasformano in due altalene e, a rimarcare la performance, la musica ci trasporta indietro agli anni ’50 del secolo scorso. Sarà complice la nostalgia oppure la voce di Claudio Villa e questa diventa la parte più bella in assoluto di tutto lo spettacolo.

La seconda parte, dopo l’intervallo, ha un po’ più di ritmo rispetto alla prima o forse è la canzone di Celentano che ha ritmato gli spettatori? Applauso da standing ovation da parte della sala.

Bravi, artisticamente sono stati bravi però a questo spettacolo è mancato un po’ di verve.

È l’uso dei materiali che si fondono in un tutt’uno con gli artisti, l’uso alternativo delle luci di scena, la musica ricercata e mai banale che va dalla sconosciuta melodia alla canzone che almeno una volta nella vita gli spettatori, di tutte le età, hanno ballato, ai costumi che suggeriscono l’ambientazione della performance, a rendere unico lo spettacolo.

E per chi volesse entrare a far parte della compagnia, candidatevi ai loro provini perché cercano nuovi artisti.

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Avete gia' visto lo spettacolo? Lo andrete a vedere? Condividete l'opinione di Tiziana o siete di un altro parere? Lasciateci un commento con i vostri pensieri sotto!

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